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È in arrivo il microchip europeo per cani?

Durante la Conferenza Europea sul benessere di cani e gatti, che si è svolta il 12 dicembre 2015 e alla quale hanno preso parte i rappresentanti di tutte le istituzioni europee, i ministri nazionali, i servizi veterinari, le associazioni di allevatori e alcune organizzazioni non  governative, si è riflettuto molto sulla mancanza di un microchip europeo e di conseguenza della scarsa tracciabilità dei cani e gatti nei Paesi dell’Unione Europea.

Il microchip europeo per cani contro l’illegalità

microchip europeoDurante la conferenza sono emersi dati molto allarmanti riguardo al giro di affari illegali che ogni anno investe il commercio di cani e gatti. La vendita di cani e di gatti genera introiti per circa 1,3 miliardi di euro, ma di questi solo il 13% proviene da animali allevati e venduti da allevamenti legalmente riconosciuti.

La mancata presenza di una banca dati comunitaria, in grado di rendere quindi tracciabile ogni animale da compagnia, incentiva pratiche commerciali scorrette, oltre a maltrattamenti ai danni degli animali che vengono utilizzati per scopi commerciali illegali. L’identificazione e la registrazione di tutti i cani e i gatti europei tramite un microchip europeo unico potrebbe dare una svolta significativa a questa situazione. Durante la conferenza, il parlamentare europeo polacco Janusz Wojciechowski ha lanciato diverse proposte, tra le quali una sovvenzione per la protezione di cani e gatti, la promozione delle adozioni e la sterilizzazione obbligatoria degli animali da compagnia come prevenzione al problema del randagismo.

In attesa di una legge definitiva che porti alla realizzazione di un’anagrafe europea unica per combattere il traffico illegale di cani, anche noi possiamo dare il nostro contributo. Se desideriamo acquistare un cane, assicuriamoci che l’animale in questione ci venga venduto con fattura o ricevuta di acquisto, insieme al pedigree regolarmente rilasciato dall’ENCI, che deve riportare il numero di microchip del cane, oltre al libretto sanitario. Qualsiasi cucciolata senza pedigree, anche se di cani evidentemente di razza, per legge non può essere venduta (DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 1992, n. 529), ma solo ceduta a titolo gratuito. Diffidiamo sempre se il cane ci viene venduto senza tutti i documenti previsti per legge.

 

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