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La natura è una ricarica naturale per l’uomo

Viva la vitamina N: Pamela D’Alisa: «La Natura ci ricarica»

Pamela D’Alisa (www.giardinaggiointeriore.net), psicologa che si occupa di crescita personale a orientamento ecopsicologico, usando la simbologia del mondo naturale, ci racconta quali possono essere i benefici nell’entrare in contatto con la natura.

Come mai, secondo lei, il contatto con la natura può aiutarci a stare bene?

«La Natura ha il grande pregio di riconnetterci  a un ritmo di vita meno frenetico e, pertanto, più salutare. La società in cui viviamo, infatti, ci chiede di sottostare a tempi meccanici che poco hanno in comune con la naturale ciclicità dell’ambiente che ci circonda e che rispecchia, fedelmente, la nostra stessa ciclicità interiore. Come ormai hanno dimostrato moltissimi studi condotti in ambito sia medico sia psicologico, il contatto diretto con gli spazi verdi, e con tutti i soggetti che li abitano, innalza il nostro livello di benessere psicofisico diventando una potente “medicina” che, a differenza di quelle di sintesi, non ha controindicazioni é effetti collaterali negativi. La spinta a vivere in armonia con la Natura e i suoi ritmi è innata nell’essere umano e, proprio per questo, la sua soppressione è altrettanto disorientante e dannosa come la soppressione degli altri  suoi bisogni. Ecco perché frequenti  e costanti assunzioni di Vitamina N (natura) si rivelano un toccasana che agisce positivamente su tutti i livelli dell’esperienza umana: fisico, emotivo, mentale, spirituale».

Che cosa ritroviamo in essa?

«Nella Natura ritroviamo una famiglia, la Famiglia Verde di cui siamo tutti parte. Ritroviamo una maestra di vita che ci insegna a stare nel mondo con equilibrio, una guaritrice che sana le ferite della nostra anima, una madre che elargisce generosa la sua abbondanza, un’educatrice che ci aiuta a esprimere il meglio di noi stessi. Certo, talvolta ritroviamo nella Natura anche una “matrigna” il cui scopo, però, non ritengo sia quello di punirci e di provocarci una sofferenza fine a se stessa ma, piuttosto, in alcuni casi, quello di innescare una presa di coscienza di quello che non funziona e del ruolo che spesso giochiamo, consapevoli o meno, del favorire i malesseri del mondo».

E la Pet Therapy?

L’interazione con gli animali, usata  anche nella Pet therapy, si sta dimostrando molto valida. Su quali basi secondo lei?

«Finora non mi sono mai occupata in modo specifico di Pet therapy né ho mai lavorato insieme agli animali, ma credo che la motivazione della buona riuscita dell’interazione uomo-animale vada ricercata nella capacità che gli animali hanno di essere sinceri e diretti. Infatti, a differenza di noi esseri umani che siamo bravissimi a simulare, gli animali comunicano ed esprimono ciò che provano senza filtri.Questo, anche se non sempre a livello consapevole, arriva al cuore delle persone che interagiscono con loro trasformandosi in un “balsamo” capascrosciace di lenire disagi e sofferenze. Credo  che sia importante tenere presente, tuttavia, che a essere strumento terapeutico non è l’animale in sé quanto, piuttosto, la relazione che si instaura tra l’animale e la persona che beneficia della Pet therapy».

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