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Convivere con un cane sentinella

Cosa sono i cani sentinella?

convivere con un cane

Più di vent’anni fa un medico veterinario inglese, sulla base di esperienze maturate nel corso della sua professione, scoprì che i cani potevano percepire e identificare alcune malattie dei loro proprietari. All’inizio non venne dato troppo credito a questa ipotesi, ma negli anni successivi gli studi intrapresi in proposito hanno portato a conclusioni molto interessanti.

Sembra infatti, tanto per fare un esempio, che la metà dei cani (non addestrati allo scopo) siano in grado di captare in anticipo l’arrivo di una crisi convulsiva del proprio padrone. In tali frangenti gli animali manifestano un atteggiamento ansioso e di richiesta di aiuto.

Cani sentinella: un aiuto concreto

Sono diversi, secondo gli studiosi, i motivi che possono spiegare un simile fenomeno: il cane potrebbe essere sensibile alle onde elettriche anomale prodotte dal cervello nelle fasi che precedono una crisi oppure potrebbe percepire odori particolari (che il nostro naso non è ovviamente in grado di identificare) emessi dall’organismo all’approssimarsi della sintomatologia. Potrebbe individuare modificazioni (anche di lieve entità) del comportamento del proprietario che sta per andare incontro a una crisi epilettica.

Comunque sia, non è escluso che questa dote possa essere sviluppata mediante uno specifico addestramento. Quello dell’epilessia, però, non è l’unico esempio. Sono stati identificati, infatti, cani in grado di preavvertire crisi ipoglicemiche, attacchi coronarici, episodi sincopali e perfino violente emicranie.

Alcuni cani riescono a percepire la presenza di tumori

Ma non è finita: negli ultimi anni sono stati riportati esempi di animali che, annusando e leccando insistentemente determinate aree corporee dei familiari, hanno contribuito alla scoperta di forme tumorali cutanee ancora in fase iniziale. Analoghe esperienze sono state segnalate per quel che concerne le neoplasie prostatiche e vescicali (cani addestrati ad annusare le urine umane hanno svelato precocemente, cioè quando le analisi di laboratorio conferiscono ancora esito negativo perché la malattia si riesce a diagnosticare solo a uno stadio avanzato, la sussistenza di un quadro patologico in più del 40 per cento dei casi), così come – sempre grazie all’olfatto – per quelle polmonari e mammarie.

Anche se le basi scientifiche per spiegare questi comportamenti non sono ancora state del tutto chiarite, gli studiosi pensano di investire in futuro su questo tipo di ricerche, in modo da arruolare i quattro zampe in qualità di “ausiliari” sia presso ospedali sia presso case di cura.

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