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Cane: insegue auto e biciclette? Correggiamo una brutta abitudine

Insegue auto e biciclette? Un’abitudine che può diventare pericolosa e che è bene prevenire e contrastare

Non è strano né raro sentire i proprietari dei cani esclamare: “Vorrebbe rincorrere tutte le auto. Appena gli passano accanto, se potesse, si scaglierebbe contro, quasi volesse aggredirle!”. In verità, questa pratica di inseguimento può essere estesa a molti altri stimoli in movimento, si tratti di ciclisti, podisti o… equilibristi dello skateboard.

In alcuni casi, al cane basta avvertire il rumore di un motore per mettersi allerta, con il corpo proteso in avanti, lo sguardo fisso e, in certe situazioni, la pancia a sfiorare il terreno. L’auto che passa sembra ipnotizzarlo, tanto che qualsiasi nostro tentativo di richiamare la sua attenzione è inutile. È come se il nostro amico avesse imparato a cogliere in anticipo l’arrivo del veicolo, così da avere tutto il tempo per concentrarsi, prepararsi e poi agire.

Tutto questo entro un lasso anche di mezzo secondo, con una evidente discrepanza tra la reattività del cane e quella del proprietario. Come fare, allora, per prevenire o eliminare la rischiosa abitudine?Veicoli in movimento, ma anche ciclisti e podisti, possono scatenare nel cane un irrefrenabile desiderio di partire all’inseguimento. Un’abitudine che può diventare pericolosa e che è bene prevenire e contrastare.

Se il nostro amico ha un irrefrenabile desiderio desiderio di “dare la caccia” a oggetti o persone in movimento è d’obbligo intervenire

Nonostante il comportamento di inseguire ciò che si muove possa essere spiegato sotto il profilo etologico, ciò non significa che possiamo accettare questa abitudine senza battere ciglio. Il fatto di avere accanto un “predatore sociale”, infatti, non ci legittima a consentirgli di rincorrere ogni figura di suo interesse, tanto per la sua incolumità quanto per il rispetto delle altre persone. Una prima regola per evitare questa pericolosa prassi consiste nel permettere al nostro amico di abituarsi agli stimoli in movimento, così da arrivare a considerarli come normali.

Se saremo stati bravi e costanti, si verificherà il cosiddetto “apprendimento per esposizione”: in breve tempo, il nostro amico impara a ignorare qualsiasi stimolo dinamico e nella sua mente si formano diverse categorie, automobili, ciclisti e podisti, che diventano elementi della routine quotidiana. Con la dovuta pazienza, lo sfrecciare di un SUV, la pedalata di un ciclista o l’incedere repentino di un corridore non produrranno più alcun interesse sproporzionato, essendo stati archiviati  e memorizzati in precise zone del cervello.

In questo modo, otteniamo ciò che gli esperti chiamano “adattamento neurale”, quasi che il cane dicesse a se stesso che un’auto che si muove o un passante non abbiano un significato di particolare rilievo. 

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