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Cani al servizio della lotta ai bracconieri: nuovo corso di addestramento

Cani al servizio della lotta ai bracconieri: addestrati dalla Scuola di Alta Formazione Antibracconaggio

Nuovi cani addestrati dalla Scuola di Alta Formazione Antibracconaggio nel primo corso nazionale iniziato il 25 gennaio e in programma fino al 4 novembre 2018, creato in collaborazione tra Legambiente, Carabinieri Forestali ed Enci per rendere più efficace la lotta ai cacciatori di frodo.

I loro compiti sono di fiutare bocconi avvelenati destinati ai lupi; seguire le tracce di cacciatori di frodo, fino ad individuare la loro abitazione; scoprire la presenza di selvaggina vietata nelle cucine dei ristoranti.
I primi nove cani addestrati per queste missioni sono stati presentati a Roma in un incontro con la stampa presso il Comando Generale Unità Forestali Ambientali Agroalimentari dell’Arma.

I cani sono Mora, Furia, Titam, Kenia, Africa, Dingo, India, Lapa e Puma, tre labrador e sei pastore belga Malinois, che insieme ai loro conduttori, attraverso una dimostrazione pratica delle tecniche adoperate per rendere più efficace il contrasto del bracconaggio, hanno dato prova delle loro capacità di fiuto.

Il giudice e addestratore Enci Serena Donnini ha ricordato come “le tecniche specializzate messe in atto dalle unità cinofile sono tre: tracking (rilevare e seguire la pista di calpestamento), trailing (rilevare e seguire la traccia) e detection (ricercare, rilevare e segnalare sostanze organiche e inorganiche), integrate in pool di vigilanza volontaria. Questi cani sono così in grado di riconoscere l’odore delle diverse specie protette, seguirne le tracce e consentire un intervento delle forze dell’ordine”.

Questi compiti sono svolti dai cuccioli con gioia e divertimento non solo attraverso un premio in cibo: ricordiamo che i cani messi al servizio delle polizie municipali potranno dare un contributo anche nel contrasto al fenomeno dei bocconi avvelenati in ambiente metropolitano per eliminare animali ritenuti molesti.

Vanessa Pallucchi, vicepresidente nazionale Legambiente ha dichiarato che “un partenariato così ampio può garantire il lavoro trasversale necessario per contrastare il bracconaggio. Un lavoro di contrasto sul campo, ma anche culturale, per rendere evidente al maggior numero di persone le conseguenze pesanti che le pratiche illegali hanno sulla conservazione della biodiversità. Questo corso mette insieme più figure professionali e di volontari che si stanno formando e specializzando per dare un utile supporto al presidio dei territori che necessitano di forme sempre più consapevoli di tutela e controllo“.

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