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Barf: la dieta che divide gli esperti

La dieta Barf

Quando il rapporto tra la specie canina e quella umana era ancora agli inizi, decine di migliaia di anni fa, i nostri amici a quattro zampe ricevevano in premio i resti della caccia, con i quali si sostentavano. Poi, quando il legame è diventato via via più stretto, siamo passati a dare ai cani gli avanzi della nostra tavola, fino alla formulazione più o meno scientifica di diete casalinghe a partire da cibi freschi. Lo sviluppo dell’industria mangimistica, ed è storia recente, ha reso disponibili gli alimenti preconfezionati secchi e umidi, con cui la maggior parte dei cani viene attualmente nutrita in quasi tutto il mondo occidentale. Sebbene oggi, all’alba del terzo millennio, questa soluzione risulti ancora la più utilizzata, anche sulla base dei progressi  compiuti in campo nutrizionale e da parte delle aziende del petfood, c’è chi ha cominciato a manifestare una certa insoddisfazione nei riguardi di questo tipo di approccio. Negli ultimi tempi, pertanto, anche sulla spinta delle correnti di pensiero salutistiche e biologiche che stanno sempre  più spopolando tra gli appartenenti alla nostra specie, sono sorte nuove filosofie e discipline alimentari: questi nuovi indirizzi di pensiero si basano tutti sulla convinzione che i cani, diretti discendenti del lupo, dovrebbero ricevere pasti più in linea con la loro natura animale. Ecco allora che nei primi anni Ottanta alcuni veterinari australiani cominciarono a interessarsi sempre più alla cosiddetta “dieta cruda” per i cani. Dopo circa un decennio a loro si aggiunse il dottor Billinghurst, grazie al quale furono gettate le basi della moderna Barf, una disciplina destinata negli anni a seguire a suscitare via via sempre più scalpore tra i cinofili.

Barf: di cosa si tratta?

Il termine Barf si basa sull’acronimo di Bones And Raw Food, che letteralmente significa “ossa e cibo crudo”, ma che è stato da alcuni modificato in Biologically Appropriate Real Food, cioè “cibo naturale biologicamente appropriato”. Il concetto di partenza è che i cani, diretti discendenti del lupo, dovrebbero alimentarsi come i loro antenati selvatici, mentre con il trascorrere dei secoli la loro alimentazione è via via cambiata, con il risultato che, ai giorni nostri, la loro dieta è troppo “lontana” e come tale troppo diversa rispetto a quella originale. I barfers, cioè i seguaci di questa linea di pensiero, riempiono la ciotola dei loro amici con la coda con carne e vegetali crudi, ossa polpose, trippa verde e alimenti simili e sembra, in effetti, che i cani non solo apprezzino e ringrazino, ma godano anche di ottima salute. Gli ingredienti non sono scelti a caso e prevedono una meticolosa preparazione di cibi selezionati e pesati a uno a uno, in modo da costituire razioni equilibrate e complete sotto il profilo nutrizionale, sulla base di quanto raccomandato dagli studiosi. Dobbiamo sottolineare come molte persone considerino la Barf non solo una scelta dietetica ma anche e soprattutto una filosofia di vita: alcuni seguaci, infatti, sono contrari a procedure quali le vaccinazioni o la somministrazione di farmaci “allopatici” convenzionali.

 

 

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