La passeggiata

Una delle attività più piacevoli da fare con un cane, a meno che non siate pigri, è quella di passeggiare con lui all’aria aperta. Purtroppo, però, è anche quella che in genere causa più problemi: cani che tirano al guinzaglio, che non ci raggiungono quando li chiamiamo, che magari leccano schifezze a terra o si rotolano nel fango.

 

Per ovviare a molti di questi problemi, ad esempio il tirare al guinzaglio, bastano poche accortezze e qualche seduta di educazione di base. Ma a questo argomento dedicheremo un articolo apposta. Oggi ci preme evidenziare alcuni aspetti meno noti della passeggiata: quelli visti dal cane, non dall’uomo.

 

Agli occhi del cane possiamo allora paragonare il girare con il padrone, con le debite differenze, come ad una escursione fatta dal lupo assieme al suo capobranco per esplorare il mondo “oltre il proprio territorio”. Il capobranco, ovviamente, dovrebbe essere l’uomo che ha il ruolo di guidare l’animale alla scoperta del mondo esterno.  

 

L’eccitazione che il più delle volte dimostra il cane quando ci si prepara all’uscita è segno proprio della voglia di scoprire soprattutto odori nuovi. A questo proposito qualcuno un giorno disse giustamente che uscire a passeggiare, per un cane, significa per lui “leggere il giornale del mattino”: capire cioè chi è passato di lì, se era maschio o femmina, e pare – addirittura – se era un soggetto dominante oppure sottomesso. Se il cane non dimostra questa più o meno viva eccitazione, c’è da porsi un dubbio: perché?

I casi possono essere diversi, ed è anche giusto pensare che semplicemente il cane sia stanco, svogliato oppure preferisca solo il caldo di casa. Però ci può essere anche il caso in cui l’animale non associa alla passeggiata una sensazione positiva: perché il padrone si è dimostrato brusco, perché lo ha picchiato, ma anche perché magari è stato aggredito da un altro cane e ora ha paura. L’importante è allora osservare e cercare di comprendere le ragioni di un comportamento.

 

Detto questo è importante ricordare che la passeggiata deve rappresentare un momento piacevole per il cane. E anche il padrone. Al primo concederemo allora di sfogare la sua curiosità annusando liberamente e giocando, sempre che così facendo non si metta in pericolo o sia di disturbo agli altri. Gli concederemo anche di “marcare il territorio” con quei tipici schizzi di pipì sugli alberi o negli angoli, in modo tale che lui stesso possa lasciare la sua personale traccia sul “giornale del mattino”. Chi lo accompagna, invece, avrà l’accortezza di tenerlo al guinzaglio (secondo quanto previsto dall’ultima ordinanza Martini) senza con questo strozzarlo ad ogni minuto e costringerlo a seguirci come un piccolo militare.

Il giusto equilibrio tra disciplina e divertimento è insomma la via migliore per trascorrere serenamente il tempo libero, rafforzando nel contempo il legame uomo-cane.