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Quando il cane è “padrone dipendente”

Il cane che non si “scolla” mai dal padrone non è estremamente affezionato bensì è dipendente dal proprietario a tal punto da diventare un problema

Quando il cane è alla continua ricerca dello sguardo e del contatto fisico del suo padrone, in modo spasmodico, purtroppo è indice non di mero amore ma di una dipendenza eccessiva che può diventare un problema non facilmente risolvibile.

Avere un cane ubbidiente al punto che con un cenno esegue tutti i comandi, anche quelli complicati, come succede a un addestratore, è desiderio di tutti ma la realtà, spesso, mostra come questo “ottimo” feeling indichi invece che il cane è “padrone dipendente”.

Il cane, per natura, non è un animale solitario, bisogna abituarlo gradualmente fin da cucciolo al distacco altrimenti si arriverà al problema, appunto, dell’iperattacamento: atteggiamento molte volte rivolto verso un solo membro del nucleo familiare, che solitamente risponde più di tutti alle aspettative e ai bisogni del cane. La persona prescelta, sentendosi privilegiata, talvolta tende inconsciamente a innescare nel cane un comportamento simbiotico da “padrone dipendente”, favorendo e rimanendo sempre in contatto con il cucciolo, almeno a livello visivo.

Questa eccessiva dipendenza porta il cane a vivere un forte disagio che lo condurrà ad avere comportamenti negativi per lui e per chi vive con lui: abbaiare, ululare, interrompendosi solo per sentire se sopraggiunge una risposta, sporcare in casa o fare dispetti, fino a situazioni estreme di autolesionismo per cui si morde, procurandosi piaghe, o di ammalarsi arrivando a soffrire di depressione. Spesso il problema dell’eccessiva dipendenza, non si manifesta sino a quando il fedele amico non rimane solo e attua uno dei comportamenti sopra citati.
L’etologo danese Roger Abrantes, grazie agli studi approfonditi sui problemi legati alla separazione, ha indivisuato le principali cause:

• mancanza o insufficienza di abitudine a periodi di solitudine durante l’infanzia e/o in seguito

• testardaggine, spesso legata alla figura del cane “viziato”, abituato a ottenere tutto e sempre senza alcuno sforzo

• sottostimolazione, cioè assenza o insufficienza di attività adeguate alle esigenze psicofisiche del soggetto

• paura vera e propria, che genera uno stato di ansia

Riconoscere i sintomi e interrompere la dipendenza è necessario ma non è facile, per questo è utile seguire i consigli degli esperti come quelli proposti sul numero de Il mio Cane ora in edicola e disponibile online.

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