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Incontri tra i cani: impariamo a gestirli al meglio

Incontri tra cani senza preoccupazioni

È tanto frequente quanto inevitabile. Durante l’usuale passeggiata con il nostro amico ci capita certamente di incontrare altri come noi, con il rispettivo compagno di vita al guinzaglio, nella medesima o opposta direzione. Ci sono situazioni in cui, per ragioni di distanza o di ampiezza del luogo, tutto va a meraviglia, limitandosi i rispettivi cani a uno sguardo furtivo. In altri casi, tuttavia, ci si può trovare molto vicini o, addirittura, talmente attaccati da sfiorare il contatto. Ebbene, le risposte del nostro cane, per iniziativa propria o in conseguenza dell’intervento dell’altro conspecifico, potranno essere le più varie: dal tentativo di una semplice conoscenza alla manifesta volontà di allontanare la controparte, da fingere di annusare a terra fino a cercare di fuggire via. Se poi ci fossero più cani e proprietari, la situazione potrebbe divenire assai critica e potremmo avere difficoltà a gestire il fedele amico senza farci trascinare qua e là. Dobbiamo, quindi, prepararci a vivere con sicurezza eventi di questo tipo, evitando in tutti i modi di cadere nel panico!

Il suo punto di vista: gli altri sono estranei al branco

Per essere certi di adottare il giusto comportamento quando incontriamo altri cani, innanzitutto dobbiamo comprendere quale possa essere il punto di vista del nostro amico. Il cane, infatti, considera se stesso e noi come componenti del medesimo gruppo sociale. Tutto ciò che è estraneo al suo “branco misto” è inteso quale compagine differente, presente nel medesimo luogo e allo stesso tempo. Si verifica, in altre parole, un incontro tra branchi, all’interno di uno “spazio di caccia comune”, includendo in questa definizione ogni posto diverso dalla casa e dall’eventuale giardino. Per il cane, quindi, passeggiare in città vuol dire ritrovarsi dinanzi a gruppi sociali differenti, composti da un pari specie e, come minimo, da un umano referente. Partendo da tale presupposto si possono maggiormente comprendere tanto le reazioni di indifferenza quanto quelle di coinvolgimento. Sotto il primo profilo, il nostro amico preferirà evitare ogni tipo di conoscenza rimanendo concentrato su noi stessi e sull’ambiente. In questo caso, il cane leggerà ogni altro binomio uomo cane come elemento usuale del vivere quotidiano, che non richiede l’esibizione di azioni sproporzionate o pericolose. Diversamente, il nostro amico potrà dividersi tra il profondo desiderio di conoscenza e la volontà di “scomparire”, aumentando la distanza. La scelta di una strategia dipenderà dalle caratteristiche dell’individuo, dallo “stimolo” rappresentato dall’altro cane incontrato e dall’ambiente complessivo in cui si trova. Il desiderio di conoscenza, in genere, è più frequente nei cani di giovane età oppure nei soggetti che, per abitudini consolidate, sono portati a salutare automaticamente tutto il mondo canino. Altri, invece, per esperienze sgradevoli o a causa di un’insufficiente socializzazione preesistente, tenderanno a voler fuggire, associando la presenza di altri cani a una sensazione di disagio. Ancora, il cane potrebbe emettere abbai di tonalità media volti a indurre l’altro soggetto ad allontanarsi nel più breve tempo possibile.

L’articolo completo sul numero 61 di Argos

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