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Ingresso di un molosso in famiglia: farlo nel modo giusto

Ingresso di un molosso un famiglia

Appena il cucciolo di molosso o guardiano entra in casa vostra sarà certamente un po’ confuso, ha lasciato tutte le sue certezze: la mamma, i fratellini, l’ambiente dove è vissuto per due o tre mesi e ora affronta con curiosità, ma anche con timore, la nuova avventura. Tutti i cuccioli sono curiosi, tutti hanno bisogno di affetto e tenerezza e, per noi, anche se già abbiamo avuto altri cani, l’ingresso in famiglia di un cucciolo rappresenta sempre qualche cosa di eccitante e meraviglioso. Affinché la convivenza che sta per iniziare sia un piacere per tutti, cane e padroni, è bene sapere come comportarsi con un piccolo di molosso, al quale si dovrà impartire per tempo l’educazione appropriata affinché, crescendo, divenga un cane educato e benvoluto da tutti, anche perché con la crescita, spesso, le sue dimensioni si fanno impegnative. Anche se il paragone può sembrare azzardato, è un po’ come se arrivasse in casa un nuovo figlio.

Cosa fare

Fin da quando entra in casa, il vostro molosso, grande o piccolo che sia, deve essere abituato a seguire delle regole. Deve mangiare solo quando è ora (è bene suddividere il cibo in due pasti a orari regolari per evitare disturbi allo stomaco), fare i suoi bisogni solo dove gli è permesso e, soprattutto, deve imparare a non tirare quando passeggia al guinzaglio. Quest’ultimo insegnamento, in particolare, è essenziale, non solo perché è sbagliato farsi trainare come se si stesse facendo sci d’acqua, ma perché molti di questi cani raggiungono taglie decisamente imponenti, diventanto difficili da controllare e trattenere. Questi insegnamenti vanno impartiti iniziando dalla più tenera età e dal primo momento di convivenza, senza modi bruschi, che otterrebbero l’effetto contrario, ma con fermezza e conoscendo la psicologia di questi cani, che è un po’ diversa da quella di altre razze.

Quando farlo 

La prima cosa da sapere è che i molossoidi hanno tempi di sviluppo fisico e psicologico più lunghi di quelli di molti cospecifici: se un lupoide è maturo a un anno e mezzo, per un molossoide ce ne vogliono due o tre per raggiungere lo stesso grado di maturità. La seconda considerazione riguarda i tempi di apprendimento, infatti i molossoidi sono più lenti anche nell’imparare e, inizialmente, bisogna ripetere più volte il comando prima che vi sia la risposta.Il vantaggio è che, una volta imparato quello che devono fare, non lo scordano più, anche se stanno molto tempo senza ripetere l’esercizio. Questo significa, però, che quando hanno imparato a non sporcare in casa, a non tirare quando sono al guinzaglio, a non venire a chiedere cibo quando siamo a tavola, non scorderanno mai più quello che devono o non devono fare. Ovvia, poi, la raccomandazione: mai usare metodi violenti con loro.

Come farlo

La prima forma di addestramento consiste nel trasformare in gioco gli esercizi che inizierete a proporre al cucciolo. Quando fa qualche cosa che non va rimproveratelo con un secco “No”. Se, invece, fa quello che volete accarezzatelo, complimentatevi con lui e dategli qualche bocconcino goloso accompagnato da un “Bravo”. I premi e i rimproveri devono avvenire nel momento esatto dell’azione, altrimenti non servono. Quando passeggiate al guinzaglio, se il cucciolo tira, date uno strattone secco e fermate il piccolo ribelle; non fate mai il tiro alla fune con il cane, poiché lo prenderebbe come un gioco ripetendolo sempre. Molto utile l’uso di apposite pettorine che consentono al cane di muovere la testa e di trattenerlo senza fargli male. Fate, poi, socializzare il vostro molosso o guardiano facendolo incontrare con molti cani, evitando però che abbia esperienze negative con soggetti aggressivi.

Conoscere il Mondo

Per un guardiano-molosso è fondamentale essere educato a vivere nel contesto umano senza creare problemi. Prima di addentrarci in questo argomento, però, bisogna ricordare che tutti i molossoidi, chi più chi meno, oltre ad avere, come già detto, una minore rapidità nell’apprendimento rispetto ad altre tipologie canine, hanno anche uno sviluppo fisico più lento, e alcuni di loro raggiungono la piena formazione solo dopo due, o persino tre, anni d’età. Questo deve indurci a essere più pazienti rispetto ad altre razze. Se il nostro giovane guardiano o molosso sembrerà disattendere le nostre aspettative, consoliamoci con la certezza che una volta che ha imparato qualche cosa o appreso un comportamento, non lo scorderà mai più. Non bisogna, poi, dimenticare la proverbiale testardaggine di questi grandi cani che, quando si mettono in testa una cosa, il più delle volte la fanno. Quando vi seguirà tranquillamente cominciate a portarlo dove c’è gente e traffico; dove vi sono rumori sconosciuti, a volte anche forti, dove potrà iniziare a conoscere il mondo che poi diverrà per lui abituale. Se il cucciolo di molosso si dimostra spaventato non sgridatelo e non insistete ma, con dolcezza, carezze, bocconcini e giochi rincuoratelo. Non alzate mai la voce e non obbligate mai il vostro piccolo allievo a fare cose delle quali ha paura. Se teme il traffico, per attraversare la strada, inizialmente, prendetelo in braccio accarezzandolo con affetto. All’inizio, dopo qualche minuto in mezzo alla folla o al chiasso, prendetelo in braccio e fate in modo che in ogni passeggiata vi sia anche un momento piacevole: magari un giretto al parco.

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