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Plastica riciclata per sfamare animali di strada

Plastica riciclata per sfamare animali di strada

Il progetto era davvero bizzarro e all’inizio non tutti ci avrebbero scommesso. Ma dopo alcuni mesi tutto sta funzionando a meraviglia. Di cosa si tratta? Dell’installazione, per le strade di Istanbul, in Turchia, di uno speciale apparecchio che dispensa acqua e crocchette quando vi si gettano all’interno bottiglie di plastica vuote. Non c’è nulla di difficile.
Invece di gettare maleducatamente in terra o sull’erba dei giardinetti gli involucri da cui i cittadini e i turisti si sono appena abbeverati, basta invitarli a provare lo strano, ma utilissimo, “Smart Recycling Box”, il dispositivo capace di coniugare
Pugedo, questo il nome della società protagonista del progetto, ha giocato sull’ingegnosità dell’opera oltre che sulla lodevole iniziativa di distribuire cibo e acqua per i circa 150mila cani e gatti randagi della città.

L’apparecchio può essere equiparato esteticamente ai cassonetti per la raccolta del vetro: sulla parte superiore ci sono due aperture, una per svuotare l’acqua rimasta nelle bottiglie, l’altra per inserire l’oggetto, che verrà quindi spedito in un centro di smistamento e riciclo. Lateralmente, in basso e ad altezza di cane o gatto, invece, si trova l’altra apertura con due ciotole per acqua e le crocchette. A ogni bottiglia inserita si ha il rilascio di un certo quantitativo di cibo e di acqua: quindi più si ricicla più si dà da mangiare agli animali randagi.

Il dispositivo ha ormai fatto il giro del mondo attraverso la rete, e potrebbe diventare un modello cui ispirarsi per ridurre l’inquinamento e il randagismo, fenomeno che sempre più spesso assilla le grandi città causando disordini pubblici (dai sacchi dell’immondizia distrutti ai cassonetti rovesciati per la ricerca di cibo). Di sicuro non si eliminerebbe definitivamente il problema, risolvibile solo se affiancato da specifici programmi di sterilizzazione. Ma almeno aiuterebbe ad arginarne certe conseguenze spiacevoli. Interessante sarebbe valutare la sua attuabilità anche per la raccolta degli escrementi canini, altra “piaga” urbana causata, in questo caso, dall’inciviltà di tanti cittadini che portano a spasso il proprio quattrozampe. Ma questa è un’altra storia!

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