Primo Piano Razze

American Staffordshire Terrier

L’American Staffordshire Terrier, chiamato anche Amstaff o Am Staf per brevità, è un cane molto atletico, dotato di potenza eccezionale in rapporto alla taglia. Unisce le caratteristiche dei terrier a quelle dei molossoidi in un concentrato di potenza, equilibrio ed energia. Discendente dai Bull and Terrier allevato unicamente per i combattimenti, la razza dell’American Staffordshire Terrier ha preso origine Oltreoceano, dove un gruppo di appassionati ha deciso di allevare degli esemplari per la vita in famiglia e per le esposizioni, invece che per la lotta. Il riconoscimento della razza da parte dell’American Kennel Club è avvenuta nel 1936, mentre è solo del 1972 che l’attuale denominazione American Staffordshire Terrier è stata ufficializzata.

Cosa fa meglio l’American Staffordshire Terrier

Intelligente, potente ed equilibrato, unisce doti da guardiano e cane da difesa a un’ottima capacità di integrarsi nella famiglia. Richiede però un padrone esperto e capace di gestirlo. Dobbiamo infatti considerare che l’Amstaff è un degno rappresentante dei Terrier, pieno di energia e vitalità.
Per godere di una serena convivenza dobbiamo gestire queste sue energie, incanalandole nella giusta direzione. Quando giochiamo con l’American Staffordshire Terrier, il suo livello di arousal è molto elevato. È quindi consigliabile evitare giochi che possano eccitarlo troppo, come il riporto della pallina o, peggio ancora, fare la lotta, privilegiando invece lunghe passeggiate. Altra accortezza è quella di evitare punizioni fisiche e di non alzare la voce, usando una comunicazione verbale e gestuale che sia calma e rassicurante. In generale, ignorare i suoi comportamenti sbagliati, distogliendo completamente l’attenzione da lui, è il sistema migliore per correggerli. Sgridarlo invece non farà altro che incentivarlo.

Malattie frequenti dell’American Staffordshire Terrier

Fisicamente è un vero atleta, con grande potenza muscolare, resistenza e agilità. Anche se si tratta di un cane tendenzialmente sano, può essere colpito da malattie della pelle, come la piodermite, e da alcune pericolose patologie che per fortuna possono essere circoscritte con un attento controllo dei genitori. Tra queste, le più importanti sono alcune cardiopatie, oculopatie (atrofia della retina), la displasia dell’anca, la displasia del gomito, la L2HGA e la cataratta. Altra grave malattia che può colpire l’American Staffordshire Terrier è l’atassia cerebrale, che porta alla degenerazione del tessuto nervoso. Di solito si manifesta intorno ai 3-5 anni, ma verso l’anno e mezzo possono apparire i primi sintomi, ovvero andatura traballante, contrazioni muscolari, tremori e perdita di equilibrio. Per stare tranquilli, esiste un test del DNA per stabilire se un cane ne è affetto o se può trasmettere la malattia ai suoi discendenti.

Cuccioli di American Staffordshire Terrier

L’educazione alla convivenza con tutti gli esseri viventi, animali e uomini, deve iniziare fin dai primi giorni di accoglienza del piccolo Am Staff nella nostra casa. Prima inizieremo l’educazione e la socializzazione del cucciolo, maggiori saranno poi i risultati che otterremo. Fra il quarto e il sesto mese facciamo socializzare il cucciolo con i consimili (puppy class) e non solo; facciamogli anche vivere il maggior numero di esperienze positive in situazioni e ambienti diversi. Entro e non oltre il nono mese partecipiamo con il nostro Am Staff a un corso di obbedienza di base. Il primo anno è molto importante, ed è in questo periodo che vanno concentrati i maggiori sforzi. L’American Staffordshire Terrier non è un cane per tutti. Il proprietario deve essere una persona responsabile, che conosce le caratteristiche del suo cane e sa adottare le misure necessarie perché non vi siano problemi. In primo luogo dovrà essere in grado di imporsi come capo del nucleo familiare con autorevolezza e in modo deciso, ma senza nervosismo o brutalità. Tra i 12 e i 18 mesi il maschio cercherà di conquistare lui il ruolo di capo della famiglia, e in questo momento del suo sviluppo cercherà di imporre la sua volontà, magari anche in modo deciso. In questo periodo non dovremo cedere nemmeno una volta, poiché il nostro Am Staff interpreterebbe una nostra debolezza alle sue richieste come una vittoria quindi chiederebbe sempre di più fino a prendere lui la guida. La femmina è meno “arrampicatrice sociale” del maschio, ma in ogni caso andrà controllata con amore ma polso fermo. Quando però il nostro Am Staff avrà riconosciuto definitivamente la nostra autorità, diventerà ubbidiente oltre che un grande amico di tutti. Se sapremo instaurare con il nostro Am Staff il giusto rapporto, fatto d’amore, rispetto e fiducia, avremo la possibilità di vivere un’esperienza unica ed entusiasmante, perché avere per compagno un American Staffordshire Terrier è un po’ come guidare una fuoriserie sportiva unica nel suo genere.

Caratteristiche dell’American Staffordshire Terrier

  • Taglia: Grande
  • Pelo: Corto
  • Colori: Sono ammessi tutti i colori.
  • Costo nutrizione: Medio
  • Adatto ai bambini: Molto
  • Adatto allo sport: Molto

Origine dell’American Staffordshire Terrier

Nelle Isole Britanniche fin da tempi remoti esistevano dei piccoli cani capaci per forza e coraggio di buttarsi nelle tane di volpi, tassi e lontre per aggredirli e stanarli. Vi erano anche allevati dei pesanti molossoidi, probabilmente i pronipoti dei grossi cani assiri introdotti nell’isola dai Fenici e dai Celti alcuni secoli prima di Cristo, evolutisi poi in un feroce e invincibile cane da combattimento con i tori, detto “Bulldog”. Dal 1700 fu consuetudine incrociare i pesanti e poco agili Bulldog con i velocissimi terrier, ottenendo in questo modo cani che possedevano sia la forza e la presa del Bulldog, sia la velocità e lo scatto dei terrier. Questi cani erano comunemente chiamati “Bull and Terrier” e usati nei combattimenti. I più rinomati Bull and Terrier erano quelli dello Staffordshire e quando nel 1700 iniziò il flusso migratorio di coloni dalle Isole Britanniche verso il Nuovo Continente, molti di essi portarono al seguito i loro cani. Tra questi diversi erano i Bull and Terrier che una volta giunti in America, ma anche durante le lunghe e noiose traversate, ripresero il loro compito di combattenti. Negli ultimi decenni del XIX secolo, in America, i cani da combattimento erano chiamati in molti modi, ad esempio Bulldog, Half and Half, Pit Bulldog, Blue Paul, Pit Bull, Yankee Terrier, ecc. Nel 1936 fu fondato lo Staffordshire Terrier Club d’America e il 1° luglio dello stesso anno l’A.K.C. riconobbe la razza con il nome di Staffordshire Terrier. Nel 1972 fu importato il primo Staffordshire Bull Terrier di tipo inglese negli Stati Uniti e l’A.K.C. chiese di poter modificare il nome della razza, che nel 1974 fu cambiato da “Staffordshire Terrier” in “American Staffordshire Terrier”. Anche il Club, nel 1988, mutò l’appellativo in American Staffordshire Terrier Club (A.S.T.C.); tuttavia spesso viene ancora comunemente chiamato S.T.C.A. Solo nel 1985 la F.C.I., riconobbe l’American Staffordshire Terrier adottando lo standard americano.

Carattere dell’American Staffordshire Terrier

La consapevolezza della sua forza e la naturale predisposizione alla difesa dei più deboli rendono l’Am Staf uno dei migliori cani da famiglia che esistano. Con i bambini di casa tutti i soggetti sono meravigliosi e giocano con loro sempre molto volentieri. Ugualmente l’Am Staf è delicato con le persone anziane o con chi ha problemi di salute e qualche femmina dal carattere particolarmente docile è stata impiegata anche come guida per non vedenti. È anche un ottimo guardiano. Gli acutissimi sensi fanno infatti percepire al nostro Am Staf ogni minimo rumore e il coraggio indomito lo porta non solo ad avvisare con la sua voce profonda della situazione anomala ma anche ad affrontare ogni intruso con decisione, agilità ed enorme forza. Per la stessa ragione l’American Staffordshire Terrier è un eccellente cane da difesa personale, che ha ottenuto buoni risultati anche nelle prove di lavoro ufficiali. Maschio e femmina si equivalgono come cani da famiglia e guardiani e difensori delle persone. Il maschio è più diretto e semplice, anche se più dominante, mentre la femmina ha una psicologia un po’ più complicata e a volte è un po’ più permalosa. L’Am Staf si affeziona moltissimo alle persone di casa ma tra tutte sceglierà istintivamente il “suo” capo del branco-famiglia e per lui avrà sempre un amore un po’ speciale.  Con le persone estranee questi cani sono amichevoli e allegri. Con gli altri animali, l’Am Staf ha un forte istinto predatorio che lo porta ad aggredire quelli che identifica come prede. Sono quindi attaccati i gatti (a meno che il cane non sia giunto in casa da cucciolo, quando il gatto già era presente. Anche quando tollera quello di casa, però, l’Am Staf vede sempre gli altri gatti come prede), gli uccelli e gli altri cani. Due maschi non potranno mai essere lasciati assieme, mentre due femmine possono convivere ma si dovrà sempre fare attenzione. Si deve sapere anche che un Am Staf, sia il maschio che la femmina, non dovrà mai essere lasciato senza guinzaglio in luoghi dove potrebbe incontrare altri cani.

Alcuni esemplari hanno una certa tendenza a ingrassare che va tenuta sotto controllo con il giusto moto e una dieta corretta. Dovremo nutrirli con un’alimentazione sana ed equilibrata. L’ideale sono i cibi studiati per la razza, somministrati in quantità proporzionale allo stile di vita del cane (più è sedentario, più dovremo tener leggera la sua dieta). Da evitare assolutamente bocconcini dalla nostra tavola e possibilmente i cibi fatti in casa. È molto importante che il cane abbia un’alimentazione adatta alla sua età oltre che al suo stile di vita. Un cucciolo infatti ha bisogno di un nutrimento diverso da quello di un adulto, che a sua volta ha esigenze differenti da quelle di un cane anziano. Non diamo se possibile da mangiare al cane in un’unica soluzione ma suddividiamo la sua razione giornaliera (che va stabilita con il veterinario in modo da evitare problemi di peso) in almeno due pasti al giorno o meglio ancora tre. Il cibo andrebbe somministrato a orari regolari, uguali tutti i giorni. Il nostro cane deve avere sempre a disposizione acqua fresca nella ciotola, in particolare nella stagione calda ma anche durante l’inverno. Il peso va tenuto sotto controllo regolarmente. Quando spazzoliamo e accarezziamo il nostro cane verifichiamo che la pancia non sia troppo grossa e che si sentano le costole palpandola. Se il nostro amico ci sembra soprappeso, non esitiamo a portarlo dal veterinario e a decidere con lui una strategia alimentare e un regime di moto che gli permettano di riconquistare il giusto peso. Particolarmente per i cani a crescita rapida come l’American Staffordshire Terrier è importante curare l’alimentazione nella fase della crescita, che è rapida e deve essere mantenuta armoniosa e priva di eccessi.
L’Am Staf è un cane semplice, spartano, rustico, che come principale necessità ha quella di stare assieme al suo padrone e la famiglia. Si tratta di cani sani e longevi, perché possono vivere 12-14 anni, ma vi sono esemplari che hanno raggiunto in perfetta forma e salute i 17. Il pelo corto, brillante e dagli splendidi colori non richiede cure particolari: basterà un’energica spazzolata ogni due o tre giorni per mantenerlo perfettamente in ordine. L’Am Staff è molto resistente alle intemperie e sopporta senza problemi anche temperature molto fredde o calde quindi una sistemazione in una cuccia all’aperto è possibile. Può però stare benissimo in appartamento (anche perché il mantello non emana mai il caratteristico odore di cane nemmeno se bagnato e nei momenti di muta le perdite di pelo sono limitate) e vivere in casa assieme alla sua famiglia è certamente la sistemazione che lui preferisce. Dobbiamo però assicurarci di comprare il nostro esemplare da un buon allevatore, che garantisca non solo un corretto pedigree ma l’assenza di displasie nella sua storia familiare. In ogni caso evitiamo al cucciolo sforzi eccessivi che potrebbero danneggiare le articolazioni e facciamolo crescere in modo graduale e armonioso, senza farlo ingrassare. Cerchiamo di mantenere una buona igiene orale e facciamo dei controlli regolari per evitare la formazione di tartaro. Come per tutte le razze sono fondamentali le vaccinazioni annuali, oltre a regolari protezioni antiparassitarie (anche i cani che vivono in un ambiente pulito e casalingo possono essere attaccati dai parassiti!) e contro la Filariosi Cardio Polmonare.
Nome originale:
American Staffordshire Terrier
Nazione:
Stati Uniti d’America
Altezza garrese Maschio max:
48.0
Altezza garrese Maschio min:
46.0
Altezza garrese Femmina max:
46.0
Altezza garrese Femmina min:
43.0
Mantello:
pelo corto, fitto, duro al tatto e brillante. Può essere di qualsiasi tinta unita, pezzato o di due colori di cui uno è il bianco. Non sono graditi il bianco puro, il bianco in misura maggiore dell’80%, il nero focato e il color fegato.
Coda:
Corta in rapporto alla taglia, inserita bassa, va assottigliandosi in una punta fine; non arrotolata o portata sopra il dorso. Non tagliata.

Standard

Aspetto generale: l’American Staffordshire Terrier deve dare l’impressione di grande potenza in relazione alla sua taglia ed essere ben costruito, muscoloso e nello stesso tempo agile ed elegante. L’aspetto deve essere compatto, non alto sugli arti o troppo snello.

Temperamento: deve essere molto attento a ciò che lo circonda. Il suo estremo coraggio è proverbiale.

Testa: deve essere di media lunghezza, profonda.

Cranio: largo.

Muso: di media lunghezza. Arrotondato nella parte superiore, si restringe bruscamente sotto gli occhi.

Stop: evidente.

Tartufo: decisamente nero.

Labbra: aderenti, regolari non cadenti.

Mascelle: ben definite. La mascella inferiore (mandibola) deve essere forte e con buona presa. Guance: con muscoli (masseteri) molto pronunciati.

Dentatura: i denti superiori devono appoggiarsi strettamente alla parte esterna dei denti inferiori, con chiusura a forbice.

Occhi: scuri e rotondi, devono essere piazzati bassi sul cranio e ben distanti fra loro.

I bordi delle palpebre (rime palpebrali) non devono mai essere prive di colore (depigmentate).

Orecchie: collocate alte. Possono essere tagliate o non tagliate. La seconda opzione è preferibile. Le orecchie non tagliate devono essere corte e a forma di mezza rosa o erette. Le orecchie completamente cadenti sono considerate un difetto.

Collo: di media lunghezza, massiccio, appena arcuato, si assottiglia a partire dalle spalle verso la nuca.

Non deve esserci pelle rilasciata o giogaia. Dorso: abbastanza corto. Ha una leggera pendenza dal garrese verso la groppa, che ha una pendenza breve e dolce fino all’attaccatura della coda. Rene: appena retratto sui fianchi. Torace: profondo e ampio, con le costole ravvicinate tra loro.

Coda: corta in rapporto alla taglia. Inserita bassa, si affusola verso la punta. Non deve essere incurvata o portata sopra il dorso. è lasciata integra.

Arti anteriori: visti dal davanti, devono essere diritti e avere ossa forti. Sono ben distanziati per permettere lo sviluppo del torace. Spalle: robuste e muscolose con scapole larghe e oblique.

Metacarpi: dritti (in appiombo).

Arti posteriori: ben muscolosi. Garretti: bassi, non rivolti né in dentro né in fuori.

Piedi: di media grandezza, ben inarcati e compatti.

Mantello: pelo corto, fitto, duro al tatto e brillante.

Colore: può essere di qualsiasi tinta unita, pezzato o di due colori di cui uno è il bianco.

Non sono graditi il bianco puro, il bianco in misura maggiore dell’80%, il nero focato e il color fegato.

Taglia: l’altezza ideale va da 45,72 a 48,26 centimetri per i maschi e da 43,18 a 45,72 centimetri per le femmine.

Andatura: agile ed elastica ma senza rollio o ambio.

Ulteriori note: anche se lo standard di razza, nella sua sinteticità, non si dilunga su questo aspetto, i giudici danno spesso molta importanza al temperamento dell’American Staffordshire Terrier.  Deve essere molto attento all’ambiente che lo circonda, coglierne ogni dettaglio e saper valutare e affrontare con equilibrio ogni situazione. Il suo coraggio, inoltre, non deve esprimersi in un atteggiamento aggressivo ma in una grande sicurezza in se stesso e nella capacità di intervenire senza temere per la propria incolumità nel caso la situazione lo richieda.

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