Razze

Dogo Argentino

Il Dogo Argentino è un cane relativamente recente. Creato in Argentina dall’unione di numerose razze per ottenere un cane adatto alla caccia alle grandi e pericolose prede che si potevano trovare nella pampa argentina, oggi è un ottimo animale da guardia e difesa, ma a dispetto della sua fama può essere uno stupendo membro della famiglia a condizione di avere accanto un padrone capace di imporsi come capobranco e allo stesso tempo di riuscire a svilupparne le grandi doti di questo potente cane. La convivenza con un Dogo Argentino non è certamente facile, dato che riserva innumerevoli sorprese: possiamo alzarci una mattina e trovare il giardino trasformato in un sito archeologico, oppure distrarci un attimo e ritrovarci per terra con una grande lingua che ci lava la faccia, ma allo stesso tempo trovarci a condividere il posto sul divano con un essere che pensa di essere piccolo e delicato come un Chihuahua.

Cosa fa meglio il Dogo Argentino

In base alle caratteristiche che il suo creatore ha selezionato mediante incroci tra diverse razze di cani, il Dogo Argentino è diventato un cane potente, temerario e micidiale, cioè il cane perfetto per affrontare selvaggina pericolosa e averne la meglio. Sebbene oggi in Sud America sia ancora impiegato per la caccia,  il Dogo Argentino ha assunto il ruolo di guardiano e difensore della proprietà e delle persone.  Se educato correttamente, può essere anche un meraviglioso compagno della famiglia.

Malattie frequenti del Dogo Argentino

Il Dogo argentino può soffrire di alcune patologie della pelle, come piodermatite e altri tipi di dermatiti di origine sia genetica sia alimentare. Per limitare l’insorgenza di queste malattie è indicato l’uso di shampoo antisettico come terapia preventiva. Essendo il Dogo un cane di grande taglia e di crescita rapida può soffrire di displasia dell’anca e di torsione dello stomaco, quindi tutte le pratiche atte a limitare l’insorgenza di queste patologie sono raccomandate. Consigliato il test di Baer  (audiometria con capacità uditiva bilaterale) per evidenziare problemi di sordità bi e monolaterale, legata alla pigmentazione bianca del manto.

Cuccioli di Dogo Argentino

Il Dogo Argentino, il maschio più che la femmina, ha bisogno di un padrone che abbia nel contesto del nucleo familiare il ruolo di capobranco e che sappia far occupare al suo cane durante la crescita quello di sottoposto, come avviene in natura nei branchi di lupi. La definizione dei ruoli deve avvenire fin da quando il nostro Dogo è cucciolo. Quando raggiungerà la maturità sessuale (9-14 mesi) inizierà a cercare di scalare la gerarchia. Noi, con affetto ma con decisa fermezza, dovremo fargli capire che siamo noi a comandare e lui deve ubbidire. Non è una cosa molto facile da fare se non si ha esperienza, e in questo caso è meglio iscriverci (noi e il cane) a una scuola di obbedienza al fine di apprendere (sempre noi e lui) i meccanismi psicologici dell’insegnamento e della convivenza. Molto importante nella fase della crescita è anche la socializzazione.  Questa parola significa solo che dobbiamo abituare fin da piccolo il nostro Dogo Argentino ad avere rapporti con esseri umani che lo trattino bene e con affetto, privilegiando quelli con i bambini, che dovranno giocare con lui in modo vivace ma premuroso, e anche con altri cani. Vista la rapida crescita del cucciolo è essenziale un’alimentazione curata e completa di tutte le sostanze necessarie a prevenire inconvenienti futuri.

Caratteristiche del Dogo Argentino

  • Taglia: Grande
  • Pelo: Corto
  • Colori: Bianco puro
  • Costo nutrizione: Medio
  • Adatto ai bambini: Normale
  • Adatto allo sport: Normale

Origine del Dogo Argentino

In Argentina è nato e vissuto tra la fine del 1800 e la prima metà del 1900 il medico Antonio Nores Martinez, rampollo di un’antica e agiata famiglia borghese, nonché appassionato di cani e di caccia. Dopo avere provato a cacciare giaguari, puma e cinghiali (che erano numerosi e pericolosi in Argentina) con i cani europei, non avendoli trovati idonei all’impiego sul terreno argentino, il dottor Martinez decise di creare lui stesso dei soggetti adatti. Per ottenere un simile cane, il dottor Antonio Nores Martinez cominciò incrociando il Perro de pelea cordobés (una razza di cani da combattimento) con il Pointer, per aumentare il fiuto. Immise poi il sangue del Boxer, per trasmettere il solido sistema nervoso e il vigore della razza. Con l’utilizzo di Bulldog e Bull Terrier aumentò e fissò la capacità del torace. Con l’Alano aumentò la mole e con l’immissione di sangue di Wolfhound oltre alla taglia incrementò la velocità. Il Dogue de Bordeaux trasmise la massa corporea e il Cane da Montagna dei Pirenei fissò il colore bianco (utile per distinguere il cane dalla preda nella pampa) e aumentò la sostanza dell’insieme. Utilizzò anche il Mastino Spagnolo, a quei tempi molto conosciuto, per incrementare ulteriormente la potenza. Quando fu certo che tutte le caratteristiche desiderate erano un poco fissate, Martinez descrisse il suo cane in uno standard redatto nel 1928 e chiamò la razza “Dogo Argentino”. La scomparsa di Antonio Nores Martinez provocò una battuta d’arresto alla diffusione del Dogo Argentino e a salvarlo dall’oblio intervenne il fratello di Antonio: il dottor Agustin Nores Martinez, che viveva in Patagonia. S’impegnò molto in Argentina, affiancato da alcuni appassionati, tanto che nel 1964 la Società Rurale Argentina aprì i suoi Libri di Registrazione alla razza e il 21 maggio del 1964 la Federazione Cinofila Argentina (FCA), riconobbe il Dogo Argentino. Il 31 luglio 1973 la razza entrò ufficialmente a far parte della Federazione Cinologica Internazionale (FCI), che inizialmente catalogò il Dogo Argentino come appartenente al Secondo Gruppo, quello che comprende anche i molossoidi. In seguito fu assegnato al Sesto Gruppo, quello dei segugi. Nel 1988, finalmente, il Dogo Argentino fu nuovamente compreso nel Secondo Gruppo in cui ben si inquadra come molossoide.

Carattere del Dogo Argentino

Se desideriamo avere per compagno di vita un esemplare della razza dobbiamo sapere che nonostante la mole e il suo passato di cacciatore il Dogo Argentino è un cane sensibilissimo.
Questo è uno dei tratti più affascinanti del suo carattere, poiché verso le persone della famiglia avrà sempre dei gesti di gentilezza e di finezza che possono apparire sorprendenti in un animale dall’aspetto così fiero. Con i deboli, i malati, gli anziani, le persone con problemi fisici o psichici è di una dolcezza incredibile e per questo è stato impiegato anche nella Pet Therapy, cioè nell’assistenza psicologica ai malati con gli animali. Il suo padrone non dovrà quindi mai usare metodi bruschi o tentare di imporsi con la forza o le maniere dure. Questo non significa che non dovremo agire come il capo branco della famiglia, facendo assumere al nostro Dogo il ruolo sociale che gli compete e che non dovrà mai essere superiore a quello del padrone, in nessun caso. Dovremo però farlo con coerenza, affetto e ragionevolezza, conquistandoci il rispetto del cane e non il suo timore. Bisognerà anche fare molta attenzione al temperamento forte e dominante che il Dogo Argentino ha con i suoi simili. Soprattutto se abbiamo un esemplare maschio dobbiamo fare attenzione ed evitare che possa farsi coinvolgere in risse dai risvolti pericolosi. Chi possiede un Dogo Argentino dovrà quindi essere molto responsabile e tenere sempre a mente il carattere e i mezzi fisici dei quali il suo cane è dotato.

La razza non tende a ingrassare tuttavia bisogna controllare la dieta soprattutto nei cani che fanno poco movimento. L’apporto calorico si deve inoltre ridurre nei mesi più caldi, in modo da evitare i problemi di pelle che a volte possono affliggere i cani di colore bianco. Per la sua nutrizione l’ideale sono i cibi studiati per la razza, somministrati in quantità proporzionale allo stile di vita del cane (più è sedentario, più dovremo tener leggera la sua dieta). Da evitare assolutamente bocconcini dalla nostra tavola e possibilmente i cibi fatti in casa. È molto importante che il cane abbia un’alimentazione adatta alla sua età oltre che al suo stile di vita. Un cucciolo infatti ha bisogno di un nutrimento diverso da quello di un adulto, che a sua volta ha esigenze differenti da quelle di un cane anziano. Non diamo se possibile da mangiare al cane in un’unica soluzione ma suddividiamo la sua razione giornaliera (che va stabilita con il veterinario in modo da evitare problemi di peso) in almeno due pasti al giorno o meglio ancora tre. Il cibo andrebbe somministrato a orari regolari, uguali tutti i giorni. Il nostro cane deve avere sempre a disposizione acqua fresca nella ciotola, in particolare nella stagione calda ma anche durante l’inverno.
Il Dogo Argentino è un cane dal fisico e dal carattere solido che, malgrado la mole imponente, non è eccessivamente impegnativo. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare guardando il suo splendido e atleto fisico, una volta cresciuto questo cane non ha bisogno di moltissimo movimento. Necessita solo di due o tre passeggiate quotidiane per mantenersi in forma. Per mantenere pulito il pelo sarà sufficiente una bella spazzolata quotidiana con un guanto di crine o una spazzola per cani. Come per tutti i cani di taglia imponente, è importante non far fare sforzi al cucciolo fino a  un anno di età, per favorire il corretto sviluppo delle articolazioni. Come tutti i cani di taglia medio-grande può essere predisposto geneticamente alla displasia dell’anca e del gomito quindi è importante la scelta di un buon allevatore. Cerchiamo di mantenere una buona igiene orale e facciamo dei controlli regolari per evitare la formazione di tartaro. Come per tutte le razze sono fondamentali le vaccinazioni annuali, oltre a regolari protezioni antiparassitarie (anche i cani che vivono in un ambiente pulito e casalingo possono essere attaccati dai parassiti!) e contro la Filariosi Cardio Polmonare.
Nome originale:
Dogo Argentino
Nazione:
Argentina
Altezza garrese Maschio max:
68.0
Altezza garrese Maschio min:
62.0
Altezza garrese Femmina max:
65.0
Altezza garrese Femmina min:
60.0
Peso Maschio max:
50.0
Peso Maschio min:
40.0
Peso Femmina max:
50.0
Peso Femmina min:
40.0
Club Razza:
Dogo Argentino Club Italia
Mantello:
Uniformemente corto, liscio, e piacevole al tatto, di una lunghezza approssimativa da 1,5 a 2 cm.
Coda:
Attaccata ad altezza media, essa forma un angolo di 45° con la linea superiore. A forma di sciabola, spessa e lunga, raggiunge i garretti senza superarli.
Caratteristiche:
Molossoide di aspetto armonioso e robusto grazie alla possente muscolatura. Ha un’andatura calma ma sicura ed è rapido, agile e molto atletico.

Aspetto generale: è un cane atletico, mesomorfo, normotipo, dalle proporzioni armoniche. Ha una muscolatura potente, è agile, il suo aspetto esteriore dà
la sensazione di potenza, energia e forza, in contrasto con la sua espressione amichevole e mansueta. Interamente bianco, può avere una sola macchia scura sul
cranio.
PRORZIONI IMPORTANTI
Mesocefalo, il muso deve avere la stessa lunghezza del cranio. L’altezza al garrese deve essere leggermente superiore all’altezza alla groppa. L’altezza al torace deve rappresentare il cinquanta per cento, come minimo, dell’altezza al garrese. La lunghezza del corpo deve superare fino ad un dieci per cento (non di più) l’altezza al garrese.

Comportamento: deve essere silenzioso, nessun latrato sulla traccia, dal buon olfatto, scattante, agile, forte, rustico e soprattutto coraggioso. Non deve mai essere aggressivo con gli esseri umani, caratteristica che sarà valutata severamente. Deve interagire con il suo proprietario senza condizionamenti o riserve.

Testa: di tipo mesocefalo, dall’aspetto forte e potente. I suoi assi cranio facciali sono convergenti.Regione della testa.

Regione craniale
Cranio:
 massiccio, convesso sia in senso longitudinale, che trasversale, per via dei rilievi formati dai muscoli masticatori e della nuca.
Occipite: non si nota il suo rilievo, perché i potenti muscoli della nuca lo nascondono del tutto.
Stop: definito, non deve essere profondo, né formare angoli retti.

Regione facciale: della stessa lunghezza della regione cranica, vale a dire che la linea che unisce le due apofisi orbitali dell’osso frontale è alla stessa distanza dall’occipite e dal bordo alveolare del mascellare superiore.

Tartufo: fortemente pigmentato di nero, narici ben ampie.
Muso: della stessa lunghezza del cranio, con la linea superiore concava.
Labbra: aderenti, con bordi liberi, pigmentate di nero, mai pendule.
Mandibole/Denti: sono formati da mascelle correttamente impiantate , ben sviluppate e forti, senza prognatismo od enognatismo, con denti sani, grandi e ben radicati. Si raccomanda una dentatura completa. La chiusura è a forbice, accentandosi la tenaglia.
Guance: ampie, marcate, coperte da una pelle forte, senza pieghe. Masseteri ben sviluppati.
Occhi: di media grandezza, a mandorla, scuri o color nocciola, con palpebre preferibilmente pigmentate di nero. La loro posizione è sub-frontale, ben separati, sguardo vivo ed intelligente ma, allo stesso tempo, con una marcata durezza.
Orecchie: inserite lateralmente e alte, con una buona separazione tra le stesse, data dalla ampiezza del cranio. Funzionalmente, devono presentarsi amputate ed erette, di forma triangolare e di una lunghezza che non superi il 50% del bordo anteriore del padiglione auricolare dell’orecchio naturale.
Integre sono di media lunghezza, ampie, grosse ed arrotondate all’apice. Il pelo è uniforme, più corto che nel resto del corpo e ci possono essere piccole macchie, che
non sono motivo di penalizzazione. Portate naturalmente pendenti, coprono la regione posteriore delle guance. In attenzione possono essere semierette.

Collo: grosso, arcuato, la pelle della gola è molto spessa, forma delle rughe con morbide pieghe, senza formare giogaia. L’elasticità della pelle del collo si deve al tessuto cellulare molto lasso.

Corpo: rettangolare. La lunghezza del corpo (misurato dalla punta della spalla alla punta dell’ischio) può superare solo fino al dieci per cento la sua altezza al garrese, non di più.
Linea superiore: più alta al garrese e inclinata fino alla groppa con una leggera pendenza. I soggetti adulti presentano un canale lungo la colonna vertebrale , grazie al
rilievo dei muscoli ileo-spinali. Vista di lato non deve presentare cedimenti.
Garrese: forte, ben sviluppato e alto.
Dorso: molto forte e dai grandi rilievi muscolari.
Lombo: corto, largo, dalla grande muscolatura.
Groppa: larga e forte. Di media inclinazione.
Petto: ampio e profondo. Visto di fronte e di profilo, la linea sternale deve scendere fin sotto la linea dei gomiti, dando in questo modo la massima capacità respiratoria.
Torace: largo con costole moderatamente arcuate.
Linea inferiore e ventre: risale leggermente dalla linea inferiore del torace, mai levrettato, forte e con una buona tensione muscolare.

Coda: lunga, senza andare oltre i garretti, grossa, dalla media inserzione. A riposo la possiamo vedere portata naturalmente in posizione abbassata; in attenzione o in
movimento, alzata ad arco, con una ampia curvatura che arriva fino alla punta.
Arti anteriori: dritti, in appiombo, con dita corte e ben unite.
Spalle: scapole oblique, con grandi rilievi muscolari, senza esagerazioni.
Braccia: omero dalla stessa lunghezza della scapola, con una buona inclinazione.
Gomiti: robusti, coperti da una pelle più spessa ed elastica, senza pieghe né rughe. Posizionati naturalmente contro il costato.
Avambraccio: della stessa lunghezza delle braccia e perpendicolari al suolo, dall’ossatura robusta e diritti, con un buono sviluppo muscolare.
Carpo: ampio e sulla stessa linea dell’ avambraccio, libere da rilievi ossei e rugosità.
Metacarpi: leggermente piatti, dalla buona ossatura, visti di profilo, con una lieve inclinazione, mai troppo flessi.
Piedi: con dita corte e ben unite. Con cuscini plantari forti, spessi e ruvidi; preferibilmente con pigmentazione nera.

Arti posteriori: muscolosi, con garretto corto e dita ben chiuse senza speroni. Di media angolazione.
Cosce: proporzionate all’insieme. Forti, con un importante sviluppo muscolare che si nota a vista d‘occhio.
Ginocchia: con una buona inclinazione
Gambe: leggermente più corte delle cosce, forti e muscolose.
Garretto: l’insieme tarso metatarso risulta corto, forte e fermo, assicurando la forza di propulsione degli arti posteriori.
Tarso: robusto, con la punta del garretto evidente.
Metatarsi: robusti, quasi cilindrici e appiombati, senza speroni.
Piedi: similari a quelli anteriori, anche se più piccoli e leggermente più lunghi, mantengono caratteristiche uguali.

Movimento: agile e forte, con cambi repentini al mostrare interesse verso altro, dai riflessi rapidi, tipico della razza. Passo calmo. Trotto ampio, con un buon allungo dell’anteriore e una buona propulsione del posteriore. Al galoppo mostra tutta la sua energia e sviluppa tutta la potenza che ha. Il suo movimento è agile, sicuro, al passo, trotto o galoppo. Deve essere armonico e misurato, mostrando una solida costruzione corporea. Non si accetta l’ambio, lo si considera un grave difetto.

Pelle: omogenea, spessa, ma elastica. Aderente al corpo per un tessuto sub-cutaneo semi-lasso, elastico, senza formare rughe; fatta eccezione alla gola, dove il tessuto cellulare sub-cutaneo è più lasso. Si preferiscono gli esemplari con le labbra e le palpebre pigmentate di nero. Non si penalizza la pelle pigmentata di nero.

Mantello:
Pelo: uniforme, corto, diritto, con una lunghezza approssimativa da 1,5 a 2 cm. La densità e lo spessore variano a seconda del clima.
Colore: interamente bianco. E’ ammessa una sola macchia nera, oppure scura, sul cranio. La stessa può essere situata anche su una delle orecchie od intorno agli occhi.
La grandezza della macchia deve avere un’adeguata proporzione, non superando il dieci per cento della grandezza della testa. Tra due esemplari delle medesime condizioni, si dovrà optare per l’esemplare più bianco.

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