Carlino

Carlino

Taglia: Piccola

Pelo: Corto

Colori: Argento, albicocca, fulvo o nero. Il piĆ¹ nero possibile il muso, le orecchie, i nei sulle guance e la striscia sulla schiena.

Costo nutrizione: Basso

Adatto ai bambini: Molto

Adatto allo sport: Poco

Chi é

È tra le razze da compagnia più note e apprezzate anche in Italia. La sua taglia ridotta ne fa un compagno ideale anche per piccoli appartamenti.

Cosa fa meglio

Di taglia ridotta, costituzione robusta, carattere equilibrato e con un’ottima capacità di imparare, questa bella razza è ideale per la vita in famiglia e con i bambini: bisogna però educarla.

Malattie frequenti

Nessuna in particolare.

Cuccioli

Dai molossi dai quali certamente discende il Carlino ha ereditato una certa cocciutaggine, che talvolta lo rende irremovibile nelle sue decisioni. Ecco perché è utile addestrarlo fin dalla più tenera età a ubbidire, magari facendogli frequentare qualche corso in appositi centri. Ricordiamo però che il Carlino non sopporta i modi brutali e desidera capire il motivo per il quale qualche cosa gli è richiesta. Per ottenere buoni risultati e avviare una convivenza piacevole e senza problemi bisogna iniziare a dettare le regole di comportamento fin da quando il cane è giovanissimo, in modo gentile e amorevole ma anche fermo e coerente, poiché se cresce con abitudini non gradite sarà molto difficile poi fargli cambiare comportamento. Il padrone ideale per un Carlino è quello che avrà la possibilità di stare molto tempo con lui, e che potrà tenerlo il più possibile con sé: in viaggio, al lavoro, in casa, nel tempo libero. La straordinaria intelligenza che è patrimonio della razza e la grande sensibilità trarranno giovamento dall’assiduo contatto con il padrone e i membri della famiglia, e chi ha avuto per compagno un Carlino ben difficilmente si accontenterà di un’altra razza.

Ufficialmente l’origine del Carlino è orientale, e probabilmente i primi soggetti giunsero nel Milleseicento in Olanda da Cina e Giappone (dove la razza era conosciuta da molti secoli) per mezzo delle navi della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, che ne portò alcuni esemplari al Capo di Buona Speranza. Da qui furono in seguito introdotti in Olanda, dove vennero chiamati Mopshond. Non tutti gli studiosi concordano però con l’ipotesi di una formazione orientale del Carlino e sostengono che la miniaturizzazione di questi molossi avvenne nel nostro continente. Questo troverebbe conferma nel fatto che il Carlino non ha nulla del carattere degli altri piccoli cani apparsi in Estremo Oriente: non ha infatti l’aria aristocratica, nobile e riservata dei cani cinesi, giapponesi e tibetani, e non ha nemmeno la superiorità di quelle razze. Proprio il suo temperamento tanto diverso dalle altre razze orientali ha indotto a elaborare teorie che indicano in Europa le sue origini. Alcuni studiosi ritengono il Carlino frutto della selezione del tutto inglese effettuata su Bulldog e Mastiff per ridurli di taglia e altri ancora sostengono che la sua patria d’origine sia la Russia e che da quel Paese sia poi stata introdotta in Europa. Non ci sono però prove determinanti di queste tesi e attualmente la teoria delle origini orientali pare la più credibile. Sembra che alla fine del Millequattrocento vi fossero dei Carlini importati dal Portogallo alla corte della regina Isabella di Spagna e, dato che il Portogallo aveva contatti commerciali con l’Estremo Oriente, è possibile che questi siano giunti prima nella Penisola Iberica, poi in Francia e quindi nel resto d’Europa.  È certamente un Carlino, anche se con le orecchie tagliate come era costume del tempo, il cane che Francisco Goya dipinse nel 1785 ai piedi della Marchesa de Pontejan. Altrettanto certo è che a partire dal XIX secolo la razza fu fissata definitivamente e selezionata con cura in Inghilterra.

I Carlini hanno una certa tendenza a ingrassare che va tenuta sotto controllo con il giusto moto e una dieta corretta. Dobbiamo fare però attenzione a non sottoporre il nostro amico a movimento prolungato e a sforzi eccessivi fino a quando l’ossatura non ha raggiunto lo sviluppo completo (cosa che avviene verso i 15 – 18 mesi d’età), poiché le ossa e i legamenti potrebbero danneggiarsi. L’ideale sarebbe permettere al cucciolo di fare il movimento che si sente di fare senza insistere. Dovremo nutrirle il Carlino con un'alimentazione sana ed equilibrata. L'ideale sono i cibi studiati per la razza, somministrati in quantità proporzionale allo stile di vita del cane (più è sedentario, più dovremo tener leggera la sua dieta). Da evitare assolutamente bocconcini dalla nostra tavola e possibilmente i cibi fatti in casa. È molto importante che il cane abbia un’alimentazione adatta alla sua età oltre che al suo stile di vita. Un cucciolo infatti ha bisogno di un nutrimento diverso da quello di un adulto, che a sua volta ha esigenze differenti da quelle di un cane anziano. Non diamo se possibile da mangiare al cane in un’unica soluzione ma suddividiamo la sua razione giornaliera (che va stabilita con il veterinario in modo da evitare problemi di peso) in almeno due pasti al giorno o meglio ancora tre. Il cibo andrebbe somministrato a orari regolari, uguali tutti i giorni. Il nostro cane deve avere sempre a disposizione acqua fresca nella ciotola, in particolare nella stagione calda ma anche durante l’inverno. Il peso va tenuto sotto controllo regolarmente. Quando spazzoliamo e accarezziamo il nostro cane verifichiamo che la pancia non sia troppo grossa e che si sentano le costole palpandola. Se il nostro amico ci sembra soprappeso, non esitiamo a portarlo dal veterinario e a decidere con lui una strategia alimentare e un regime di moto che gli permettano di riconquistare il giusto peso. Essere troppo pesante è infatti un rischio per il cane, non solo dal punto di vista della salute ma anche da quello del carattere, perché lo porta ad avere una vita meno attiva e stimolante.

Il Carlino, se proveniente da linee di sangue senza patologie ereditarie e se è il frutto di una selezione accurata effettuata da un allevatore esperto, generalmente è un cane robusto e non soggetto a patologie specifiche. è inoltre una razza piuttosto longeva che vive mediamente dai tredici ai quindici anni (ma ci sono soggetti vissuti anche 16 e 17 anni) in completa salute. A differenza di altri cani pesanti e con muso corto non ha in genere difficoltà respiratorie. Soffre il caldo più dei cani longilinei e con il muso allungato ma, se viene lasciato tranquillo e non lo si sottopone a sforzi esagerati, vive anche nei periodi estivi senza grossi inconvenienti. L’importante è che quando lo comperiamo controlliamo che le narici siano grosse e bene aperte, in modo da non ostacolare l’ingresso dell’aria, e che quando il cane respira non emetta rantoli. Se saremo costretti a far muovere il nostro Carlino con clima caldo è meglio se portiamo sempre con noi dell’acqua fresca e anche un asciugamano che, in caso di necessità (ossia se il nostro amico comincia ad ansimare troppo) dovrà essere imbevuto di acqua e passato sul pelo del cane che dovrà poi essere messo all’ombra e lasciato tranquillo. Cerchiamo di mantenere una buona igiene orale e facciamo dei controlli regolari per evitare la formazione di tartaro. Come per tutte le razze sono fondamentali le vaccinazioni annuali, oltre a regolari protezioni antiparassitarie (anche i cani che vivono in un ambiente pulito e casalingo possono essere attaccati dai parassiti!) e contro la Filariosi Cardio Polmonare.

Il carattere nel Carlino è un elemento della massima importanza, tanto che costituisce uno degli aspetti che ne determinano la tipicità. Il Carlino è espansivo, diretto, aperto, leale, amichevole. Con chi non conosce è riservato ma basta poco per conquistare una sua, sia pur non molto espansiva agli inizi, amicizia.  La sua principale dote è quella di essere sempre un compagno dolcissimo e affettuoso per tutta la famiglia, verso i membri della quale prova un amore infinito e devoto, ancor più se vi sono dei bambini. La dolcezza del carattere e la disposizione affettuosa verso i più deboli hanno consentito di utilizzare dei Carlini anche nella Pet Therapy, attività nella quale si sono dimostrati altrettanto validi dei loro colleghi di dimensioni maggiori. Il grande affetto che prova per i suoi padroni rende però il Carlino poco disposto alla solitudine, quindi, se dobbiamo lasciare solo il cane per diverso tempo, abituiamolo un po’ alla volta a questa condizione.

Standard
Nome originale: 
Carlino
Nazione: 
Cina
Peso Maschio max: 
8.1Kg
Peso Maschio min: 
6.3Kg
Peso Femmina max: 
8.1Kg
Peso Femmina min: 
6.3Kg
Club Razza: 
Club Cani da Compagnia
Mantello: 
Fine, liscio, morbido e corto.
Coda: 

Ritorta, inserita alta, arrotolata il più strettamente possibile sul dorso. Assai desiderabile il doppio giro.

Caratteristiche: 

Decisamente quadrato e raccolto, è il “multum in parvo “ dimostrato nella compattezza di forme, struttura ben solida e muscolatura potente.

Standard: 

Paese d’origine: Cina.

Aspetto generale: decisamente robusto e quadrato, tipico esempio di “multum in parvo”, dalle forme compatte, dalla struttura solida e dalla muscolatura compatta.

Comportamento: grande fascino, dignità e intelligenza. Di tempra costante, allegro e di indole vivace.

Testa: grande, tondeggiante, non ‘a mela’, senza solco del cranio.

Muso: corto, smussato, squadrato, non all’insù. Rughe chiaramente definite.

Dentatura: leggero prognatismo. La mandibola deviata, i denti e la lingua visibili sono tutti altamente indesiderabili.

Mandibola larga, con incisivi quasi in linea retta.

Occhi: scuri, molto grandi, di forma globosa, con espressione dolce e sollecita, molto lucidi e, quando il cane è eccitato, pieni di fuoco.

Orecchie: sottili, piccole, morbide come velluto nero. Due varietà: le “orecchie a rosa” (piccole, ripiegate all’indietro che rivelano la voluta interna) e le ‘orecchie a bottone’ (con lobi piegati in avanti, punta aderente al cranio per coprire l’orifizio e rivolta verso l’occhio).

La preferenza va a questo secondo tipo.

Collo: leggermente arcuato, a criniera, robusto, grosso ma abbastanza lungo da portare fieramente la testa.

Tronco: corto e tarchiato.

Torace: ampio e con buon costato. Dorso: dritto.

Linea superiore orizzontale: né inarcata né insellata.

Coda: attaccata alta, ritorta il più stretta possibile sopra il dorso. Il doppio giro è molto desiderato.

Arti anteriori: molto robusti, diritti, di lunghezza moderata, ben sotto il corpo. Spalle: oblique.

Arti posteriori: molto robusti, di lunghezza moderata, con grasselle ben flesse; diritti e paralleli visti da dietro, ben sotto il torace. Piedi: né lunghi come i piedi da lepre né rotondi come quelli da gatto; dita ben divise; unghie nere.

Mantello: pelo: fine, liscio, morbido, corto e lucente, né duro né lanoso.

Colore: argento, albicocca, fulvo o nero. Ognuno ben definito, in netto contrasto con la traccia (striscia nera che corre dall’occipite alla coda) e la maschera. Macchie ben delimitate. Muso o maschera, orecchie, nei sulle guance, ‘ditata’ o losanga sulla fronte e striscia sul dorso, il più neri possibile.

Andatura: guardandolo dal davanti, il cane deve alzarsi e abbassarsi con gli arti ben sotto le spalle; i piedi devono essere rivolti in avanti, né in dentro né in fuori. Dal dietro, i movimenti devono essere altrettanto precisi.

Gli arti anteriori devono avere una buona estensione, quelli posteriori si muovono con scioltezza, usando bene le grasselle. L’andatura è caratterizzata da un leggero rollio del treno posteriore.

Altezza al garrese: lo standard non la definisce ma indicativamente è dai 30 ai 35 cm sia per le femmine sia per i maschi.

Peso: un adulto pesa mediamente dai 6 agli 8,5 kg.