Dogo Argentino

Dogo Argentino

Taglia: Grande

Pelo: Corto

Colori: Bianco puro

Costo nutrizione: Medio

Adatto ai bambini: Normale

Adatto allo sport: Normale

Chi é

Creato dall’unione di numerose razze per ottenere il perfetto cane da caccia nella pampa argentina, oggi è uno splendido amico da difesa e da famiglia a condizione di avere accanto un padrone capace di svilupparne le grandi doti.

Cosa fa meglio

Nato come cane da caccia per la selvaggina pericolosa, oggi, soprattutto in Italia, il Dogo Argentino ha assunto invece quello di guardiano e difensore della proprietà e delle persone.  È anche un meraviglioso compagno della famiglia.

Malattie frequenti

Nessuna in particolare.

Cuccioli

Il Dogo Argentino, il maschio più che la femmina, ha bisogno di un padrone che abbia nel contesto del nucleo familiare il ruolo di capobranco e che sappia far occupare al suo cane durante la crescita quello di sottoposto, come avviene in natura nei branchi di lupi. La definizione dei ruoli deve avvenire fin da quando il nostro Dogo è cucciolo. Quando raggiungerà la maturità sessuale (9-14 mesi) inizierà a cercare di scalare la gerarchia. Noi, con affetto ma con decisa fermezza, dovremo fargli capire che siamo noi a comandare e lui deve ubbidire. Non è una cosa molto facile da fare se non si ha esperienza, e in questo caso è meglio iscriverci (noi e il cane) a una scuola di obbedienza al fine di apprendere (sempre noi e lui) i meccanismi psicologici dell’insegnamento e della convivenza. Molto importante nella fase della crescita è anche la socializzazione.  Questa parola significa solo che dobbiamo abituare fin da piccolo il nostro Dogo Argentino ad avere rapporti con esseri umani che lo trattino bene e con affetto, privilegiando quelli con i bambini, che dovranno giocare con lui in modo vivace ma premuroso, e anche con altri cani.

In Argentina è nato e vissuto tra la fine del 1800 e la prima metà del 1900 il medico Antonio Nores Martinez, rampollo di un’antica e agiata famiglia borghese, nonché appassionato di cani e di caccia. Dopo avere provato a cacciare giaguari, puma e cinghiali (che erano numerosi e pericolosi in Argentina) con i cani europei, non avendoli trovati idonei all’impiego sul terreno argentino, il dottor Martinez decise di creare lui stesso dei soggetti adatti. Per ottenere un simile cane, il dottor Antonio Nores Martinez cominciò incrociando il Perro de pelea cordobés (una razza di cani da combattimento) con il Pointer, per aumentare il fiuto. Immise poi il sangue del Boxer, per trasmettere il solido sistema nervoso e il vigore della razza. Con l’utilizzo di Bulldog e Bull Terrier aumentò e fissò la capacità del torace. Con l’Alano aumentò la mole e con l’immissione di sangue di Wolfhound oltre alla taglia incrementò la velocità. Il Dogue de Bordeaux trasmise la massa corporea e il Cane da montagna dei Pirenei fissò il colore bianco (utile per distinguere il cane dalla preda nella pampa) e aumentò la sostanza dell’insieme. Utilizzò anche il Mastino Spagnolo, a quei tempi molto conosciuto, per incrementare ulteriormente la potenza. Quando fu certo che tutte le caratteristiche desiderate erano un poco fissate, Martinez descrisse il suo cane in uno standard redatto nel 1928 e chiamò la razza “Dogo Argentino”. La scomparsa di Antonio Nores Martinez provocò una battuta d’arresto alla diffusione del Dogo Argentino e a salvarlo dall’oblio intervenne il fratello di Antonio: il dottor Agustin Nores Martinez, che viveva in Patagonia. S’impegnò molto in Argentina, affiancato da alcuni appassionati, tanto che nel 1964 la Società Rurale Argentina aprì i suoi Libri di Registrazione alla razza e il 21 maggio del 1964 la Federazione Cinofila Argentina (FCA), riconobbe il Dogo Argentino. Il 31 luglio 1973 la razza entrò ufficialmente a far parte della Federazione Cinologica Internazionale (FCI), che inizialmente catalogò il Dogo Argentino come appartenente al Secondo Gruppo, quello che comprende anche i molossoidi. In seguito fu assegnato al Sesto Gruppo, quello dei segugi. Nel 1988, finalmente, il Dogo Argentino fu nuovamente compreso nel Secondo Gruppo in cui ben si inquadra come molossoide.

La razza non tende a ingrassare tuttavia bisogna controllare la dieta soprattutto nei cani che fanno poco movimento. L’apporto calorico si deve inoltre ridurre nei mesi più caldi, in modo da evitare i problemi di pelle che a volte possono affliggere i cani di colore bianco. Per la sua nutrizione l'ideale sono i cibi studiati per la razza, somministrati in quantità proporzionale allo stile di vita del cane (più è sedentario, più dovremo tener leggera la sua dieta). Da evitare assolutamente bocconcini dalla nostra tavola e possibilmente i cibi fatti in casa. È molto importante che il cane abbia un’alimentazione adatta alla sua età oltre che al suo stile di vita. Un cucciolo infatti ha bisogno di un nutrimento diverso da quello di un adulto, che a sua volta ha esigenze differenti da quelle di un cane anziano. Non diamo se possibile da mangiare al cane in un’unica soluzione ma suddividiamo la sua razione giornaliera (che va stabilita con il veterinario in modo da evitare problemi di peso) in almeno due pasti al giorno o meglio ancora tre. Il cibo andrebbe somministrato a orari regolari, uguali tutti i giorni. Il nostro cane deve avere sempre a disposizione acqua fresca nella ciotola, in particolare nella stagione calda ma anche durante l’inverno.

Il Dogo Argentino è un cane dal fisico e dal carattere solido che, malgrado la mole imponente, non è eccessivamente impegnativo. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare guardando il suo splendido e atleticissimo fisico, una volta cresciuto questo cane non ha bisogno di moltissimo movimento. Necessita solo di due o tre passeggiate quotidiane per mantenersi in forma. Per mantenere pulito il pelo sarà sufficiente una bella spazzolata quotidiana con un guanto di crine o una spazzola per cani. Come per tutti i cani di taglia imponente, è importante non far fare sforzi al cucciolo fino a  un anno di età, per favorire il corretto sviluppo delle articolazioni. Come tutti i cani di taglia medio-grande può essere predisposto geneticamente alla displasia dell’anca e del gomito quindi è importante la scelta di un buon allevatore. Cerchiamo di mantenere una buona igiene orale e facciamo dei controlli regolari per evitare la formazione di tartaro. Come per tutte le razze sono fondamentali le vaccinazioni annuali, oltre a regolari protezioni antiparassitarie (anche i cani che vivono in un ambiente pulito e casalingo possono essere attaccati dai parassiti!) e contro la Filariosi Cardio Polmonare.

Se desideriamo avere per compagno di vita un esemplare della razza dobbiamo sapere che nonostante la mole e il suo passato di cacciatore il Dogo Argentino è un cane sensibilissimo.

Questo è uno dei tratti più affascinanti del suo carattere, poiché verso le persone della famiglia avrà sempre dei gesti di gentilezza e di finezza che possono apparire sorprendenti in un animale dall’aspetto così fiero. Con i deboli, i malati, gli anziani, le persone con problemi fisici o psichici è di una dolcezza incredibile e per questo è stato impiegato anche nella Pet Therapy, cioè nell’assistenza psicologica ai malati con gli animali. Il suo padrone non dovrà quindi mai usare metodi bruschi o tentare di imporsi con la forza o le maniere dure. Questo non significa che non dovremo agire come il capo branco della famiglia, facendo assumere al nostro Dogo il ruolo sociale che gli compete e che non dovrà mai essere superiore a quello del padrone, in nessun caso. Dovremo però farlo con coerenza, affetto e ragionevolezza, conquistandoci il rispetto del cane e non il suo timore. Bisognerà anche fare molta attenzione al temperamento forte e dominante che il Dogo Argentino ha con i suoi simili. Soprattutto se abbiamo un esemplare maschio dobbiamo fare attenzione ed evitare che possa farsi coinvolgere in risse dai risvolti pericolosi. Chi possiede un Dogo Argentino dovrà quindi essere molto responsabile e tenere sempre a mente il carattere e i mezzi fisici dei quali il suo cane è dotato.

Standard
Nome originale: 
Dogo Argentino
Nazione: 
Argentina
Altezza garrese Maschio max: 
68.0cm
Altezza garrese Maschio min: 
62.0cm
Altezza garrese Femmina max: 
65.0cm
Altezza garrese Femmina min: 
60.0cm
Peso Maschio max: 
50.0Kg
Peso Maschio min: 
40.0Kg
Peso Femmina max: 
50.0Kg
Peso Femmina min: 
40.0Kg
Club Razza: 
Dogo Argentino Club Italia
Mantello: 
Uniformemente corto, liscio, e piacevole al tatto, di una lunghezza approssimativa da 1,5 a 2 cm.
Coda: 

Attaccata ad altezza media, essa forma un angolo di 45° con la linea superiore. A forma di sciabola, spessa e lunga, raggiunge i garretti senza superarli.

Caratteristiche: 

Molossoide di aspetto armonioso e robusto grazie alla possente muscolatura. Ha un’andatura calma ma sicura ed è rapido, agile e molto atletico.

Standard: 

Paese d’origine: Repubblica Argentina.

Aspetto generale: molossoide di aspetto armonioso e robusto grazie alla possente muscolatura. Ha un’andatura calma ma sicura ed è rapido, agile e molto atletico.

Comportamento: gioioso e amabile, non diffidente, abbaia poco perché è ben cosciente della sua forza. Non deve mai essere aggressivo. Il maschio ha una natura dominante. Testa: Cranio: massiccio, leggermente bombato. Le arcate degli zigomi sono molto sporgenti e formano una larga fossa temporale.

Stop: mediamente marcato, visto di profilo è ben definito perché le arcate delle sopracciglia sporgono. Tartufo: nero, con le narici ben aperte, leggermente proteso in avanti.

Muso: della stessa lunghezza del cranio, un po’ più lungo che alto, abbastanza largo. Si restringe leggermente verso la punta è leggermente concavo.

Bocca: con labbra abbastanza spesse e aderenti, di preferenza con i bordi neri. Mascelle: forti e ben tese, della stessa lunghezza sopra e sotto.

Dentatura: i denti sono grandi, ben sviluppati, allineati in modo regolare e bianchi. La chiusura è a tenaglia, ammessa anche a forbice.

Guance: larghe, leggermente appiattite, senza pieghe o rigonfiamenti.

Occhi: a mandorla e posizionati ad altezza media, sono ben separati. Il colore varia da bruno scuro a nocciola e le palpebre hanno preferibilmente i bordi neri.

Orecchie: attaccate alte, sono ben separate l’una dall’altra. Se tagliate, devono essere triangolari e non più lunghe del 50% della lunghezza del bordo anteriore del padiglione dell’orecchio naturale. Vanno portate dritte. Se non sono tagliate sono di lunghezza media, larghe, spesse, piatte e arrotondate all’estremità. Sono portate cadenti e vicine alle guance. Se il cane è all’erta possono essere semierette. Il loro pelo è un po’ più corto di quello del resto del corpo. Possono avere piccole macchie.

Collo: di lunghezza media, forte e dritto, muscoloso, ha la forma di un cono tronco. Sulla gola ha delle pieghe non pendenti e lisce. Il pelo del collo è un po’ più lungo di quello del resto del corpo. 

Tronco: la sua lunghezza, misurata dalla punta della spalla a quella della natica, supera di circa il 10% l’altezza al garrese. Petto: largo e ben disceso. Garrese: ampio e ben rilevato. 

Dorso: largo e ben muscoloso.

Ventre: leggermente rialzato rispetto alla linea inferiore del torace.

Coda: attaccata ad altezza media, è a forma di sciabola, spessa e lunga. 

Arti anteriori: da qualunque lato siano visti sono diritti, paralleli e muscolosi. Spalle: alte e ben proporzionate.

Avambracci: forti, diritti e muscolosi. Gomiti: robusti, senza pieghe né rughe.

Arti posteriori: forti, solidi e paralleli. Cosce: muscolose.

Garretti: saldi, quasi cilindrici.

Formano un angolo di 90° rispetto al piano orizzontale.

Piedi: arrotondati, con dita corte, solide e ben strette. Speroni: assenti.

Mantello: Pelo: corto, liscio.

Colore: bianco puro. Attorno agli occhi si accetta una macchia nera o scura.

Altezza al garrese: maschi da 62 a 68 centimetri, femmine da 60 a 65 centimetri.

Peso: dai 40 ai 50 kg.