Lagotto Romagnolo

Lagotto Romagnolo

Taglia: Media

Pelo: Medio

Colori: Bianco sporco unicolore, bianco a macchie marroni o anche roano marrone, marrone unicolore, arancione unicolore.

Costo nutrizione: Basso

Adatto ai bambini: Molto

Adatto allo sport: Normale

Chi é

Da antico cane da riporto delle valli di Comacchio e del Ravennate, oggi il Lagotto è il cane da ricerca di tartufi per antonomasia. Da non dimenticare, però, le sue notevoli doti di cane da famiglia.

Cosa fa meglio

E’ un ottimo cane da tartufi e compagno della famiglia.

Malattie frequenti

Nessuna di rilievo

Cuccioli

Educare il Lagotto non è difficile, ma come per tutte le razze sono necessari amore, coerenza e una buona comprensione del comportamento dei cani (può sempre essere utile fare un corso di educazione cinofila, con qualsiasi cane). Il Lagotto tra tutti si sceglierà quello che per la vita sarà il “suo” padrone e che amerà in modo speciale. Anche con gli altri membri della famiglia, però, sarà sempre affettuoso. Con gli altri animali, anche i cani, non ha generalmente atteggiamenti aggressivi ed è tollerante, perché la selezione ha eliminato i comportamenti che avrebbero potuto interferire negativamente con il suo lavoro specifico che richiede attenzione e concentrazione. Anche se è di taglia medio-piccola, i sensi molto sviluppati e il formidabile olfatto lo rendono anche un buon cane da guardia che avvisa abbaiando di eventuali pericoli. La notevole intelligenza lo rende facilmente addestrabile e c’è chi lo ha fatto competere nelle gare d’Obedience. Pur adattandosi alla vita tranquilla in famiglia, ama fare belle passeggiate, nelle quali potrà sfogare la sua grande carica vitale. I migliori risultati per quanto riguarda l’addestramento si otterranno dimostrando al cane di apprezzarne il comportamento e trattandolo con decisione ma con molta dolcezza.

C’è chi sostiene che il Lagotto derivi, come tutti gli altri cani da acqua d’Europa, da esemplari introdotti dai Mori in Spagna e Portogallo nel periodo della loro occupazione. Da qui cani si sarebbero poi diffusi anche in Francia e nel Nord Italia. Una suggestiva ipotesi afferma che già gli Etruschi che abitavano la Toscana alcuni secoli prima di Cristo, avevano cani simili al nostro Lagotto. Proprio gli Etruschi lo avrebbero portato nel resto del bacino del Mediterraneo. Dalla sua specializzazione a cacciare in acqua (laguna), deriva il nome “Lagotto”, con il quale erano indicati un tempo anche i cacciatori di selvaggina acquatica. Nella seconda metà del XIX secolo si è iniziato ad usare il Lagotto non solo per la caccia ma anche per la ricerca del tartufo. A partire dagli anni ‘70 alcuni cinofili iniziarono a interessarsi alla razza e a crearne un tipo omogeneo. La razza ha ricevuto un grande impulso dalla fondazione, nel 1988, del Club Italiano Lagotto. Nel 1991 il Lagotto è stato riconosciuto dall’ENCI e nel febbraio del  1993 ha iniziato pienamente la sua carriera espositiva. Il 24 luglio 1996 la F.C.I. ha pubblicato lo Standard ufficiale n° 298 e la razza ha ricevuto l’approvazione definitiva il 6 luglio 2005.

Il Lagotto ha bisogno del giusto moto e una dieta corretta. Dovremo nutrirli con un'alimentazione sana ed equilibrata. L'ideale sono i cibi studiati per la razza o la taglia, somministrati in quantità proporzionale allo stile di vita del cane (più è sedentario, più dovremo tener leggera la sua dieta). Da evitare assolutamente bocconcini dalla nostra tavola e possibilmente i cibi fatti in casa. È molto importante che il cane abbia un’alimentazione adatta alla sua età oltre che al suo stile di vita. Un cucciolo infatti ha bisogno di un nutrimento diverso da quello di un adulto, che a sua volta ha esigenze differenti da quelle di un cane anziano. Non diamo se possibile da mangiare al cane in un’unica soluzione ma suddividiamo la sua razione giornaliera (che va stabilita con il veterinario in modo da evitare problemi di peso) in almeno due pasti al giorno o meglio ancora tre. Il cibo andrebbe somministrato a orari regolari, uguali tutti i giorni. Il nostro cane deve avere sempre a disposizione acqua fresca nella ciotola, in particolare nella stagione calda ma anche durante l’inverno. Il peso va tenuto sotto controllo regolarmente. Essere troppo pesante è infatti un rischio per il cane, non solo dal punto di vista della salute ma anche da quello del carattere, perché lo porta ad avere una vita meno attiva e stimolante.
 

Il suo pelo fitto e lanoso tende a infeltrirsi; deve essere pettinato regolarmente e tosato. Va però evitata una toelettatura eccessiva, perché il cane deve mantenere il suo caratteristico aspetto rustico. La salute è generalmente buona e il Lagotto Romagnolo è un cane robusto che non ha molte esigenze, se non il giusto moto e un buon inserimento nella famiglia. Come con tutte le razze, la miglior garanzia di una buona salute e dell’assenza di problemi genetici è affidarsi a un allevatore serio e competente. Ancora, come per tutte le razze sono fondamentali le vaccinazioni annuali, oltre a regolari protezioni antiparassitarie (anche i cani che vivono in un ambiente pulito e casalingo possono essere attaccati dai parassiti!) e contro la Filariosi Cardio Polmonare.
 

Il Lagotto è stato allevato per secoli come aiuto nella caccia in palude, grazie all’ottimo fiuto e al pelo che lo rende insensibile al freddo e all’umidità. La selezione degli ultimi decenni, però, ha cancellato completamente l’istinto alla caccia, perché si rivelerebbe un ostacolo nella ricerca dei tartufi portando il cane a essere distratto da eventuale selvaggina. Sono invece state accentuate le doti di docilità e serietà nel lavoro. Si tratta dell’unica razza da tartufi italiana riconosciuta ma oltre che per questa attività, il Lagotto Romagnolo è molto apprezzato anche come cane da compagnia. Il carattere tranquillo e dolce, la naturale riservatezza e la bontà d’animo lo hanno fatto apprezzare come compagno della famiglia e dei bambini. L’intelligenza è molto sviluppata e si manifesta nello sguardo sempre attento e sveglio. Non è un cane invadente ma è molto vivace ed allegro con le persone di casa e vuole partecipare alle vicende della famiglia.

Standard
Nome originale: 
Lagotto Romagnolo
Nazione: 
Italia
Altezza garrese Maschio max: 
48.0cm
Altezza garrese Maschio min: 
43.0cm
Altezza garrese Femmina max: 
46.0cm
Altezza garrese Femmina min: 
41.0cm
Peso Maschio max: 
16.0Kg
Peso Maschio min: 
13.0Kg
Peso Femmina max: 
14.0Kg
Peso Femmina min: 
11.0Kg
Club Razza: 
Club Italiano Lagotto
Mantello: 
Pelo a tessitura lanosa, semi-ruvido in superficie, a riccio molto stretto, incurvato ad anello, con evidente sottopelo. Mai intrecciato a formare cordicelle o boccoli.
Coda: 

Inserita a mezza altezza, affusolata alla punta, se stesa sfiora il garretto.

Caratteristiche: 

Nasce come cane da riporto. Oggi è soprattutto un eccellente cane da tartufi.

Standard: 

Aspetto generale: di taglia medio-piccola ben proporzionato, squadrato, di aspetto rustico, con un fitto manto riccio e lanoso.

Proporzioni fondamentali: l’altezza corrisponde quasi alla lunghezza e la lunghezza della testa raggiunge i 4/10 dell’altezza al garrese.

Comportamento: acuto, affettuoso, molto attaccato al suo padrone e facile da addestrare. 

Testa: Cranio: visto di lato, dall’occipite allo stop, dovrebbe essere più lungo del muso. Stop:  evidente ma non molto marcato. Tartufo: voluminoso, con narici ampie, di colore dal marrone fegato chiaro al marrone fegato scuro, in base al colore del manto.

Muso: piuttosto largo.  Dentatura: con chiusura a forbice o a tenaglia. Prognatismo inferiore (mandibola sporgente) accettabile.

Occhi: abbastanza larghi, tondeggianti, di colore dall’ocra al nocciola e al marrone scuro in base al colore del manto. Sguardo sveglio, con un’espressione acuta e vivace.

Orecchie: triangolari con le punte arrotondate, attaccate sopra l’arcata degli zigomi. Pendenti a riposo e leggermente alzate quando il cane è attento. Con pelo mosso. La parte interna è ricoperta di peli.

Collo: forte, muscoloso, asciutto, senza giogaia.

Tronco: compatto e forte. Dorso: rettilineo, molto muscoloso. Groppa: lunga, larga, muscolosa, inclinata da 25° a 30°.

Coda: si affusola verso la punta. Mai arricciata.

Arti anteriori: perpendicolari. Spalle: forti. Piedi: arrotondati, compatti, con membrane tra le dita molto ben sviluppate.

Arti posteriori: perpendicolari. Coscia: lunga e muscolosa. Gamba: lunga, muscolosa e forte. Piedi: leggermente più ovali dei piedi anteriori e con dita meno arcuate.

Mantello: Pelo: lanoso, con riccioli molto spessi a forma di anello con evidente sottopelo. Pelo e sottopelo respingono l’acqua. Colore: bianco sporco o unicolore bianco, bianco con macchie marrone fegato o arancio roano-marrone fegato, unicolore marrone fegato (in varie tonalità), unicolore arancio. Alcuni esemplari hanno una maschera marrone o marrone scuro.

Taglia: maschi da 43 a 48 centimetri, femmine da 41 a 46.

Peso: maschi circa 13/16 chilogrammi, femmine circa 11/14.