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Scegliere il cane giusto

Scegliere il cane giusto, quello che meglio si adatta al nostro stile di vita e all’ambiente nel quale viviamo, significa fare il giusto investimento per almeno 10-15 anni di vita. Tale è infatti l’aspettativa media di vita dei nostri compagni a quattro zampe (le razze grandi vivono in genere intorno ai 10 anni, quelle piccole di più). Diventa allora fondamentale scegliere il cane giusto, unendo saggiamente le spinte emotive che ci portano a scegliere l’una o l’altra razza con considerazioni invece più pragmatiche.

Come scegliere il cane

Un fattore frequente di scelta è – erroneamente – l’abitazione. Si pensa infatti che per avere un cane medio-grosso occorra necessariamente avere a disposizione un grosso giardino. In realtà le cose non stanno così. Per assurdo, anche un San Bernardo potrebbe vivere in un trilocale, se però ha la possibilità di uscire a sgranchirsi le zampe almeno 2-3 volte al giorno.

Di conseguenza, a parte considerazioni ovvie tali per cui eviteremo di prendere un cane gigante se viviamo in un monolocale, lo spazio a disposizione del cane non è un fattore troppo discriminante.

Lo è invece il nostro stile di vita. Se siamo persone sedentarie, eviteremo di prendere razze notoriamente iperattive come ad esempio il Border Collie, tutti i levrieri, quasi tutti i Terrier e i cani nordici come l’Alaskan Malamute o il Siberian Husky e sceglieremo piuttosto un placido molosso come il Bulldog Inglese, il Bullmastiff ma anche quasi tutti i cani da compagnia. Se invece siamo persone dinamiche che amano muoversi all’aria aperta, non ci sono praticamente razze canine che siano poco adatte.

Cani e bambini

Un altro fattore discriminante è la presenza di bambini. In questo caso sarà preferibile scegliere razze notoriamente docili: il Boxer, il Terranova, il Mastiff per citarne alcune di grande taglia, oppure il Barbone, il Lagotto, il Bolognese per citarne altre di taglia invece medio-piccola. Sconsigliabili razze dal carattere forte come il Pastore Maremmano Abruzzese, il Ciarplanina, il Pastore della Beauce, il Groenlandese ecc.

È comunque importante dire che quest’ultima raccomandazione vale in media per le attitudini di razza. Non è affatto detto che ad esempio un soggetto di Ciarplanina possa essere una perfetta baby sitter ed invece ci si trovi di fronte ad un Boxer scostante.

La cura del cane

Un altro aspetto da considerare è il tempo (e la voglia) che abbiamo da dedicare alla toelettatura. Se siamo pigri, sarà bene scegliere razze a pelo corto e raso, poiché la loro gestione è veloce e non impegnativa. Se invece non ci spaventa usare spesso pettini, spazzole e olio di bellezza, va benissimo anche un Maltese, un Levriero Afghano, un Terranova, tutte razze dal mantello lungo e che richiede un po’ di cura.

I costi di gestione

Un ultimo aspetto riguarda il collegamento tra stazza del cane e costo di gestione. Generalmente un cane di grande taglia mangia di più di uno piccolo e medio, ma ci sono razze medie come ad esempio il Beagle o il Labrador che, nonostante non siano dei giganti, sono noti per essere dei ghiottoni. In questo caso basterà non eccedere nel cibo, anche per non farli ingrassare e avere di conseguenza problemi di salute.

Sul piano veterinario, invece, non si riscontrano grosse differenze di costo, poiché il prezzo della visita e la frequenza con cui si deve ricorrere al medico sono pressoché uguali. Diverso il discorso se si decide di sterilizzare l’animale: qui il prezzo cambia da un piccolo Chihuahua ad un gigante Bovaro del Bernese.

 

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